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- Magic Gladius -
 
XXIV GIORNATA
 Eredità d'amore (protagonisti: Ashat, Kosmos e l'anatra)

Magic Gladius
 

Eredità d'amore

Ogni ente ha una sua storia, ricordi, dolori, passioni. L'anatra ci segue dal ruscello, non perde mai di vista il suo protetto. Kosmos è disteso sul mio carretto. Mentre lo trascino, avverto il suo inquieto sonno tra la vita e la morte.

Ecco il tramonto, una fine che mi attende senza mai arrivare. Sono io a non saperla cercare o è lei a nascondersi al mio intercalare? Nel silenzio del viale aspetto che Kosmos si svegli mentre gli racconto la mia vita con la musica del mio gonico... Quel tutto di respiro, quel solo suono malinconico che... Che in un certo senso svela la mia natura. Uno scherzo. Un triste vibrare antico, ripetuto, primordiale...

Laggiù c'è qualcosa che svolazza... Sembra una farfalla, bianca...

Ogni volta che ne vedo una, il mio pensare si rimette a te... I miei capelli si addolciscono, arrossano, si allungano, lisci come la seta... Poi le mie labbra... Si ammorbidiscono, così la mia pelle... Gli zigomi indietreggiano, le mie spalle si fanno minute, i fianchi si stagliano, il mio petto... Fiorisce in seno... Più la musica va avanti più piango... Cala il buio e il mio respiro riscalda senza sosta le casse armoniche, il mio aspetto cambia... Da sì tanto non accadeva, da tanto non mi sentivo... Donna...

Piango più lacrime di ogni altra creatura, sento la gola soffocare. Ricordo quando mi cantavi quelle splendide canzoni sotto la luna, in riva al lago... Che poteva importarmi se non eri intonato quando stavo con la testa appoggiata al tuo petto... Potevo toccare l'acqua ad occhi chiusi e sentire il suo tepore... Abbandonarmi al battito intenso del tuo cuore... Prima che tu conoscessi lei... Io ero tua. Le nostre infinite estati a raccontarci le stelle... E ora per immaginarti posso solo volgere i miei occhi al cielo e guardarle come allora...

Schy, eroe di Sollus, angelo oscuro... Dove sei?

Adesso che sei immortale, mi potresti cercare, trovare e amare ancora e ancora... Ma non... Non lo fai e mi lasci sola... Io ti ho cambiato ma che vale questo in confronto alla nostra unione? Tu non mi scorderai mai ma io si, la mia mente è un cimitero straziato, per ogni nuovo pensiero dimentico una parte della mia miserabile vita, il divenire mi rende nulla! Ogni luna brucia parte dei miei ricordi e avvicina il fuoco del dimenticare a te.

Come posso vivere sapendo che i nostri legami sono destinati a sciogliersi come neve al sole? Sono confusa e prendo tempo con tuo figlio, Kosmos... Voglio obbligarti a starmi di nuovo accanto, ho la tua prole in mano... Mi verrai a  cercare? Ho paura, ora che sei una creatura divina... Non ho più influsso su di te...

Perchè il buio della notte mi rende così vulnerabile? La mia stessa essenza mi spinge ad essere contraddittoria... Non so cosa voglio da questo umano...

Di colpo il carretto si ferma, il gonico cade tra i ciotoli e Kosmos viene scaraventato a terra.

Ashat - Stimolando le tempie di Kosmos - "Svegliati piccolo..."

Kosmos - Frastornato dallo stato di semi-coscienza - "Ah! Loug! Loug! Tu, tu chi sei? Dov'è quel demone? Il-il mio corpo... Non riesco a muovermi..." - Alzando il capo per guardarsi - "Tagli, ah! Sento dolore ovunque..." - Cadendo all'indietro - "Che mi è accaduto, che..."

Ashat - Accarezzandogli dolcemente la fronte ed i capelli - "Questo non ha importanza piccolo, ora, piuttosto... Dimmi, qual è la cosa che più vorresti?"

Dimmi che vuoi essere libero e ti lascerò andare...

Kosmos - Cercando invano di mettersi seduto - "Io... Ah! La mia testa... Non riesco a stare in equilibrio... Aiutami ad alzarmi, devo mettermi in cammino... Come ti chiami fanciulla?"

Non era questo che dovevi dire sciocco, sciocco umano... Uh? L'anatra è rimasta indietro...

Ashat - Con sguardo triste - "Il mio nome è Ashat e sono incaricata di prendermi cura di te... fermo, aspetta... Piccolo, tremi, hai la febbre... Una di queste ferite deve aver fatto infezione..."

Perchè mi guarda come se capisse il mio dolore? Poco fa volevo renderlo mio solo perchè in lui scorre il sangue di suo padre, per prolungare il legame... Eppure, eppure i suoi occhi, le sue labbra mi... Mi rapiscono... Desidero baciarlo. Devo sapere, capire se proverei... Quella, quella... Sensazione... Sento le guance arrossarsi...

Kosmos - Cercando di mettere a fuoco Ashat - "Chi ti ha... Ma tu stai piangendo... I-io non capisco se fa caldo o freddo. Sii sincera: sto per morire? Devo trovare delle erbe medicinali..."

Ashat - Coprendolo con una coperta - "Sssh! Non morirai finchè io sarò qui accanto a te... Non morirai..." - Stimolando il suo ipotalamo - "Dormi... Dormi... Sei fortunato piccolo, tutti ti vogliono proteggere... Sei fortunato e ti invidio e... Sei così indifeso..." - Avvicinandosi lentamente alle labbra di Kosmos - "Ti... Invidio... Questo... Il tuo profumo..."

Senza che Kosmos possa capacitarsene cade di nuovo in preda al sonno. Ashat intinge così un'unghia in una piccola sacca allacciata alla sua cintura ma, proprio mentre sta per affondarne il liquido nel giovane, una mano di metallo l'afferra con forza inaudita. Si tratta dell'armatura. Senza proferir parola, trattiene lo spirito dall'infierire sul corpo martoriato da ferite e veleni.

Ashat - In una reazione scomposta tra lo spavento, la follia e il pianto - "Ahhh! Hii! Aaah! Ahhh!"

Armatura - Severo - "Non inietterai altre droghe."

Ashat - Privato della sua spavalderia - "V-va bene, ti chiedo scusa... Permettimi di dormire con lui... Te ne prego... In cambio sanerò ogni sua ferita... Te ne prego... Io lo..."

Armatura - "Consegnami le misture che porti con te."

Ashat - Senza alcun esitazione e tremando come una foglia al vento - "Eccole! Tieni, prendi tutte le mie vestiti..."

Come se non nulla fosse accaduto l'armatura afferra gli stracci, si volta e scompare nel buio. Ashat, si libera così del blocco alla gola e abbraccia Kosmos con tutta se stessa. Mentre appoggia il suo sensuale corpo, avverte un fremito, sente vibrare il suo cuore, avverte il suo corpo sopra quello del figlio di chi ha amato molti anni prima. Prova vergogna e piacere allo stesso tempo.

Di lì a poco lo spirito chiude gli occhi. Le sue labbra si appoggiano alle guance del giovane, il suo respiro affannato si placa e la fronte prima nervosa si distende. Per lunghi anni non aveva dormito così beatamente. L'erba intorno ai due si fa morbida, gli animali si avvicinano e si accucciano al loro fianco. Si viene a formare un momento di pace assoluta, interrotto solo da qualche piccola lacrima di gioia.

Le ferite di Kosmos si ritirano a contatto con il sudore del caduco che, guarendolo, ha sacrificato parte della propria longevità.

Ashat dorme sognando se stesso sognante ma, come l'aria passa tra le rupi di Dyntiv, così la notte perde la sua veste per lasciar nudo il giorno; come nudo rimane il corpo di Ashat tornato alle precedenti sembianze. Kosmos dorme e senza tentennamenti il carretto si rialza, l'anatra si riavvicina e il viaggio riprende.

Come se nulla fosse accaduto.

Ashat - Rivolgendosi all'anatra - "Buongiorno beccuta carogna!" - Calciando Kosmos - "E tu svegliati bastardo, hi, hi, hi! Non ti trascinerò un passo di più! Dobbiamo ripartire e visto che sei guarito lo faremo ognuno sulle sue... Zampe. Ah! Ah! Ah!"

Kosmos - Confuso ma stupito del fatto di non avvertire più dolore - "Tu! Tu sei il demone che ha drogato Loug! Che mi ha aggredito! Dov'è finita la fanciulla che era con me? Che le hai fatto?"

Ashat - Divertito - "Davvero non lo immagini? Potrei persino offendermi! Hi, hi, hi! Porco, non sai che noi spiriti cambiamo aspetto? E va bene... Mi presento, il mio nome è Ashat! Ah! Ah! Ah!"

Kosmos - "Che stai dicendo?"

Ashat - Ancora più divertito - "Mmmh... Non cercare di sfuggire alla verità... Proprio ciò che hai capito, piccolo genio!"

Kosmos - Disgustato - "T-tu! Bastardo! Mi-mi hai ingannato! Non può essere vero! Che mi hai fatto stanotte?"

Ashat - "Uh! Uh! Uh! Che fai ti tiri indietro? Io non ti ho fatto proprio nulla sei tu che..."

Kosmos - "Mi sono coricato con un-un uomo?"

Ashat - Seccato e con voce a tratti maschile e a tratti femminile - "Dico io, pezzo di sterco sui miei stivali, ti sembro un uomo? Ti sembro una donna? Ti sembro un viscido mortale? Perchè voi umani dovete cercare distinzioni in ogni cosa? Vi sentite persi senza definizioni precise? Guarda quel cane laggiù, ti sembra maschio o femmina? A me sembra un cane e basta! Non oso stabilire i suoi limiti in funzione dei miei pregiudizi! Dove inizia il maschio, dove la femmina? Quanta carne, forma o peso di differenza? E' una separazione fallace! Non c'è distinzione tra niente e nulla! Anche se tu credi che io sia in parte magico: io e te siamo fatti della stessa materia piccolo!"

Kosmos - Incredulo e ancora più confuso - "C-cosa? Tu sei pazzo! Cerchi di confondermi, demone! La mia testa... E' un altro incubo!" - Afferrandosi i capelli - "S-sono sveglio? E' questa la realtà? Fammi uscire!"

Ashat - "Ah! Ah! Ah! Niente trucchi, guardati attorno ridicolo bipede! Non passa molta differenza tra i legami chimici del tuo cervello e quelli delle particelle infinitesimali del mondo che chiami 'reale'!" - Afferrandolo per le spalle - "Ascoltami! Cerchiamo tutti quanti delle connessioni in mezzo al Caos, al nulla che ci rende soli... Il legame è l'intenzione, l'intenzione di fonderci! Il perchè di ogni movimento, di ogni azione si riconduce all'unione definitiva... Soffriamo per la nostra eterna distanza! siamo parti senza contatto!"

Kosmos - Incredulo e ancora annebbiato - "Dove vuoi arrivare? Fa silenzio! Basta!"

Ashat - Urlando in modo convulso e avvicinandosi ulteriormente - "Vuoi sapere perchè non riesci a volare? Perchè sei vittima della banalità di tutti i tuoi simili, di tutti quei vermi che non sono consci di cosa sono! Io e te siamo divinità amico mio! Noi siamo in grado di controllare la volontà della materia inerte che ci circonda! Tramuta i legami del tuo pensiero, controllali e collegali al mondo circostante! Non ci sarà limite a ciò che potrai fare! Controlla l'Intenzione, i legami!"

Kosmos - Incredulo e ancora annebbiato - "Stai vaneggiando! Pazzo! Non parlare più! Vattene!"

Ashat - "Proietta la tua realtà mentale in quella versione sbiadita che ti circonda e che pensi di non poter controllare! Conosco il tuo potenziale e voglio estrarlo! Non sei come gli altri!"

Kosmos - Svenendo - "Non-non mi sento bene... Che mi accade? Smetti di farmi... Agh!"

Ashat - "Uh? No! Non è possibile! Lo fa apposta! E tu che hai da guardare anatra!" - Ricaricando Kosmos sul carretto - "Non gli ho fatto niente sai? Gli umani! Maledetti prosaici! Perchè non dicono grazie mi è piaciuto invece di fare tutte queste storie! Ehi papero ma tu sei metallico o umano? Non rispondi? Bene! Fantastico! Possibile che in questo viaggio sia circondato solo da persone inutili?" - Dopo poco - "Ehi cane! Ce la facciamo una chiacchierata sul Caos e l'essenza dell'universo? Come dici? Ah! Magari più tardi?" - Guardando con la coda dell'occhio l'anatra impassibile - "Va bene... Porta due amiche che ci divertiamo. Ah! Ah! Ah!"

Pronunciate queste parole i tre si ritrovano in vista di ampie colline verdi e bagnati da una fine pioggia battente. Rovescio e sole allo stesso tempo: il confine di Montrak è vicino.

Mentre questo accade, di fronte alle mastodontiche porte della capitale di Sollus, un uomo, esausto e coperto di sangue, viene fermato.

CONTINUA...

 

 
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