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- Magic Gladius -
 
XIX GIORNATA
 Il condannato (protagonisti: Hostage, Iurta e un prigioniero)

Magic Gladius
 

Il condannato

C'è un lieve odore di zolfo nell'aria e Hostage, man mano che si avvicina alle imponenti mura di confine, ne percepisce sempre più l'intensificarsi. Il pensiero dello strazio di Syma lo ha quasi abbandonato; quello riemerso della sorella minore Amia lo tormenta invece implacabilmente. Quasi giunta a destinazione, la spia non ha più bisogno di celare la sua presenza e cammina quindi in campo aperto, tanto che già da notevole distanza viene scorta da una sentinella di pattuglia.

In tempi di guerra, un uomo che proviene solo da zone di battaglia desta più preoccupazioni di cento soldati. La guardia corre così da Iurta, sovrintendente di zona.

Scheletro - Ansioso - "Mio padrone, un umano solo e senza cavallo sta procedendo verso il nostro avamposto."

Iurta - Ubriaco - "Hic! Ma chi è? Che aspetto ha? Non sarà un nemico spe... Eh spero... No vero? La ha una spada? La ha? Eh?"

Scheletro - "Sembra piuttosto alto, ha il volto coperto da un manto di stracci ed è disarmato... Gli andiamo incontro?"

Iurta - Lanciando una borraccia - "Che domanda idiota! Hic! Portatelo alla mia... Al mio cospetto...  E vino! Portate vino per le porte del fuoco! Portate quassù altro vino, questo faceva schifo!" - A bassa voce - "Infidi mucchi d'ossa... Hi! Hi! Hi!"

Scheletro - Precipitandosi giù per la ripida scalinata - "Immediatamente!"

Mentre gli scheletri si apprestano a circondare lo sconosciuto, una strana musica di battaglia riecheggia tutto intorno e Hostage ne coglie ogni singola nota. Il suono del sumin (simile ad una zampogna) si fa più intenso, non si riesce però a percepirne la provenienza.

Scheletro - Con tono inquisitorio - "Fermo viandante, mostra la tua sudicia faccia da..."

Mentre lo scheletro finisce di pronunciare la frase, da sotto agli stracci emerge un volto perfetto, una pelle liscia come la seta e due occhi grigi e brillanti come diamanti.

Hostage - Mostrando il tatuaggio della sua casata sulla mano - "Sono di ritorno da Frodend, devo parlare con il vostro superiore, sono atteso alla capitale, una scorta mi aspetta..."

Scheletro - "Può darsi che tu abbia ragione ma sei umano e abbiamo ordine severo che gli umani non passino senza aver superato l'ispezione di un sovrintendente al controllo stranieri..."

Hostage - Seccato - "Soldato, forse dovresti ripetere la riabilitazione visiva... L'energia sprigionata da questo tatuaggio è una prova inoppugnabile della mia appartenenza a Vereskatur."

Scheletro - "Sono disposizioni del nuovo reggente Shi-Godran Regat, dopo le recenti infiltrazioni non è più sufficiente mostrare il tatuaggio."

Hostage - "Vi ripeto che dovete lasciarmi passare, sono atteso da una scorta..."

Iurta - Sceso traballante dalla torretta - "Cosa sta succedendo qui? Hic! Chi sei straccione? Capisci mia lingua? Ah! Ah! Ah! Quale essere tuo nome? Capire me? Ah! Ah! Ah!"

Hostage - "Chi sono non ti riguarda. Devo oltrepassare il confine per ordine diretto del..."

Iurta - Sentendo la voce di Hostage solo come un eco lontano - "Ah davvero? E cosa ci fa un nobile che... Che viene solo da territorio di guerra... Nudo e conciato come un cane rognoso? Burp! Scheletrucci, date una lezione al biondino e gettatelo nelle carceri, se non troviamo un sovraintendente... In serata ci servirà a riscaldarci dal freddo... Hi! Hi! Hi!"

I tre scheletri afferrano con forza il corpo riposato di Hostage e incominciano a colpirlo con grande foga. Le mani ossute battono i muscoli tesi. Lo colpiscono ma con sferzate non abbastanza vigorose da impensierire Hostage che, inaspettatamente, non reagisce in alcun modo. Con la faccia appoggiata a terra il serpente di metallo tace. Inespressivo annusa l'aria a respiri profondi e fa sua la fiera melodia che si estende tra le mura.

Fintosi svenuto, la spia di Vereskatur si lascia trasportare nelle oscure carceri di confine, più simili a fosse comuni che luoghi di detenzione. L'apertura avviene dall'alto, come per un sepolcro. Alcuni, mentre vengono gettati sopra gli altri, precipitano in malo modo e si rompono le gambe o le braccia. Mosche, scarafaggi e una decina di corpi più morti che vivi. Hostage spinto con violenza attutisce la caduta appena prima delll'impatto.

La poca luce che filtra dalle feritoie illumina la bocca di un uomo dalle proporzioni mastodontiche. Siede e tace, appoggiato ad un umido muro. Puzza ma non di morte, è come se il suo corpo fosse impregnato di zolfo, era lui a suonare il sumin udito. Ad un tratto il suono cessa e il prigioniero prende a guardare il vuoto con occhi vitrei. Non ha pupille.

Hostage - Incuriosito e sospettoso - "Ehi, che cosa ci fa un uomo grande e grosso come te in questa fetida fogna? Sei un torturatore?"

Nessuna risposta.

Hostage - Osservandolo meglio - "Quello che hai sul polpaccio è il marchio dei condannati, per caso sei un guerriero di Almuth? Ti hanno già detto che cosa ti faranno?" - Cercando il suo sguardo - "Probabilmente si..." - Toccandogli le spalle - "Ti riconvertiranno, hai uno scheletro molto robusto potrebbero persino metterti negli squadroni scelti... Tra due o trecento anni... Non ci si trova così male..."

Prigioniero - Con voce profonda - "Sono solo un ospite in questa dimora di morte. Tra poco me ne andrò, sono atteso alla fortezza dai generali di Vereskatur."

Hostage - Fingendo un sorriso - "Generali eh? Alla fortezza? E devi anche incontrare Shi-Godran Regat giusto?"

Prigioniero - Tastando il palmo della mano di Hostage senza voltarsi - "Tu sei un nobile... Se questo tatuaggio è autentico appartieni alla casata dei Ralcko."

Hostage - Con uno stupore inquieto - "Sei informato cieco... Sei delle mie terre?"

Prigioniero - "No. Sembri importante, magari conosci persino il re, potresti aiutarmi ad uscire da qui, forse andiamo nella stessa direzione..."

Hostage - Con sguardo incuriosito - "Regat? No, quello lo vedono in viso solo i suoi generali o i suoi nemici, ma da quanto ne so nella seconda categoria nessuno ha mai potuto raccontarlo."

Prigioniero - "Dicono sia pazzo, spietato."

Hostage - "No, ti sbagli, sa quello che fa... Da orfano era stato assegnato alla sezione arcieri contro la sua volontà per l'ottima vista di cui era padrone... Stette in silenzio per dieci lune senza seguire gli addestramenti, dopodichè, quando iniziarono a cercare di convincerlo con la frusta qualcosa in lui si scatenò, come un fulmine, un tuono inatteso..."

Prigioniero - "E cosa fece?"

Hostage - "Li uccise tutti. Lo ferirono più volte ma quel ragazzo aveva un cuore grande e forte come una quercia, se la cavò con qualche graffio, si era segretamente allenato nell'uso della lancia... Ci vollero venti uomini per farlo uscire dall'edificio. Voleva a tutti i costi  entrare nelle squadre d'assalto, voleva  sopravvivere e raggiungere il potere attraverso la sua determinazione. Così ha fatto, il golpe ha trovato ben poca resistenza. Da quando è assurto al trono di Vereskatur nessuno ha ancora avuto il coraggio di contraddire una sua decisione. Nè amici, nè nemici..."

Prigioniero - "Se fosse davvero così Vereskatur controllerebbe già tutto il continente di Paer ma non mi risulta."

Hostage - "Ha fatto in poco tempo più di quanto il precedente monarca aveva fatto in una vita, ha espanso i confini del regno tanto da farci guadagnare tra le fila nemiche il nome di Regno Nero... In cento lune lune ha raddoppiato l'efficacia della fanteria eliminandone i punti deboli... Sotto il suo comando i soldati raggiungono senza problemi il limite del loro Icosh... E' il re che aspettavamo... Presto ci sarà calore per tutti quanti..."

Prigioniero - "Il Re Nero..."

Hostage - "Pochi hanno avuto l'occasione di parlare con lui, nella ciclopica fortezza della capitale, pare che nessuno sappia nemmeno dove si trovino le sue stanze. Alcuni credono che dorma sulla roccia gelida della più alta cella del castello. Pare abbia sensi ipertrofici e che riconosca dall'odore le persone prima che varchino la soglia del castello. Dicono anche che oggi sia... Quasi... Quasi completamente... Cieco..."

Shi-Godran Regat - Continuando a fissare il vuoto - "Sei intelligente Hostage, astuto, gli angeli non si sono sbagliati sul tuo conto. Sei il primo che riesce a tornare con le informazioni che ti ho chiesto, prima di te hanno fallito altre tre spie. Ho ricevuto notizia del tuo arrivo poche clessidre fa e ho preferito incontrarti di persona, in assoluto segreto. Nessuno sa che siamo qui."

Hostage - Compiaciuto - "Grazie mio signore. Angeli? Cosa intende dire? Vedete, sono emozionato, non mi sarei mai aspettato l'onore di incontrarvi di persona... La missione ha avuto buon esito, ho memorizzato il contenuto dei documenti e sono pronto a rendervene conto."

Shi-Godran Regat - Alzatosi in piedi - "Angeli, quelli che stanno in cielo, si stanno muovendo per controllare il tuo futuro. Guardati da loro. Fino a palazzo non chiamarmi sire, mi comunicherai le informazioni stradafacendo. Non vedrai nessuno fino al giorno del mio sposalizio, non passerà molto tempo. In quell'occasione fingerai di non avermi mai visto e di non avermi comunicato ancora nulla. Ti presenterai al tuo comandante che dietro mio ordine ti rimanderà al cospetto mio e dei miei generali."

Hostage - "Quindi dovrò..."

Shi-Godran Regat - "Dovrai mentire, come stai facendo ora fingendoti onorato, non ti sarà difficile. Consegnerai questi documenti a ciascuno dei generali, si tratta di informazioni false e leggermente differenti le une dalle altre."

Hostage - "Sospettate tradimenti?"

Shi-Godran Regat - "L'oro di Sollus è giunto fino a corte. Il giorno che ci rivedremo sarà scandito da queste impellenze: all'alba ci sarà il mio sposalizio, a metà giornata ascolteremo il tuo resoconto e alla sera ci sarà almeno una decapitazione."

Hostage - "Capisco. Permettetemi di comunicarvi un'altra notizia che certamente vi darà sollievo: a Frodend ho avuto modo di avvelenare un'intera legione di liberi di Montrak. Ho colto l'occasione propizia al mio ritorno e..."

Shi-Godran Regat - Senza mutare di espressione - "Voglio che tu sia in prima fila ad assistere all'esecuzione del traditore, io stesso sarò il boia. Lancerò la sua testa tra gli invitati ma in tua direzione, dovrai raccoglierla e assorbirne l'Icosh. Ti consiglio di non mangiare fino a quel giorno altrimenti potresti assorbirne meno. Da debilitato avrai maggiore disposizione a ricevere energia."

Hostage - "Ma io, l'Icosh di un generale è così grande che..."

Shi-Godran Regat - "Non è un premio. Non riuscirai ad assorbirla tutta e nemmeno a mantenerla a lungo in tuo possesso. A suo tempo saprai perchè te l'ho data e a cosa ti servirà. Ora andiamo, abbiamo già perso troppo tempo."

Hostage - "Dovremo uccidere tutti quelli che ci vedranno?"

Shi-Godran Regat - "Sarà sufficiente spaventarli, questi soldati anche se talvolta si ubriacano tengono questa postazione da molto tempo, non li massacrerò inutilmente. Sia i guerrieri che il popolo conoscono il mio volto come criminale condannato a morte, questo non è il mio vero aspetto... Mentre tu... Tu qui non sei nessuno, i Ralcko appartengono a terre distanti..."

CONTINUA...

 

 
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