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- Magic Gladius -
 
XVIII GIORNATA
 Lacrime di roccia salina (protagonisti: Kosmos, Loug, Schy, Amia, Hostage, Ius, C. angeli oscuri e Abraas)

Magic Gladius
 

Lacrime di roccia salina

Tra i rami degli alberi cala implacabile la mano del vento, una carezza che a tratti mostra e nasconde i primi lumi dell'alba. Tra le nubi la notte e il giorno sembrano contendersi il cielo. Questo fino a quando un sole timido inizia a propagare raggi incerti tra le fronde agitate. Il movimento della vegetazione si tramuta così in pennello e le ombre in inchiostro scuro: i disegni che vengono a delinearsi guidano il passo felino di Kosmos e quello dirompente di Loug.

Più in alto, dove l'occhio non può giungere a vedere, due maestose creature distendono possenti ali bianche fendendo l'aere. Angeli. Tra loro vola, sorretto dal loro Icosh, un misterioso oggetto in pietra dalle fattezze umane.

Schy - "Comandante, è davvero necessario che sia di nuovo io a interloquire con Kosmos?"

Comandante angeli oscuri - "..."

Schy - "Gli ho già strappato un dito, non sarà molto disponibile nei miei confronti."

Comandante angeli oscuri - Gelido - "E' tuo figlio. Non celare il desiderio che hai di rivederlo. Non avrai molte altre occasioni."

Schy - Senza mutare espressione - "Lo era quando servivo Sollus, come essere umano... Ora non è che un insignificante mortale."

Comandante angeli oscuri - Seccato - "Non offendere la mia luce con asserzioni putative e attieniti ai miei ordini. Se riporteremo alla forma originaria questa bambina potremo tenere sotto controllo suo fratello Hostage."

Schy - "Siete davvero certo che un essere così pavido sia stato valutato dieci talenti? Possibile che in vita diverrà così influente e importante?"

Comandante angeli oscuri - "La valutazione dei talenti proviene da uno scrutatore più che attendibile. Ora va. Così è."

Mentre Schy plana verso la foresta Loug e Kosmos non hanno ancora superato lo smarrimento per il massacro lasciatosi alle spalle. Man mano che i due coprono la distanza che separa Frodend dalla foresta dei druidi si aggiunge al dipinto del mattino un colore indefinibile: un'illuminazione divina che trafigge inesorabile le ultime nebbie già vinte dai dardi infuocati del giorno. Il tratto si fa sempre più marcato e la rugiada si scioglie anzitempo. La percezione sovrannaturale prende forma in un'entità descritta nella pietra. Lì, in mezzo al sentiero, la luce si disperde e compare una statua.

Loug - Preso alla sprovvista - "E quello che cosa accidenti è?"

Kosmos - Turbato - "Ma quella non... Non... Tansha! Sembra... E' la bambina di pietra!"

Loug - "Cosa? E chi sarebbe? Non mi piace, non fermiamoci, dobbiamo trovare Aran al più presto! Questo sentiero è pieno di  insidie!"

Mentre Loug pronuncia queste parole, Kosmos si è già fermato ed è come rapito dall'immagine del piccolo simulacro. Lo sbigottimento penetra violento da parte a parte la sua mente. Poi una seconda apparizione, una luce frastornante, un bagliore indescrivibile. La stessa luce che vide quando gli venne sottratta la bambina di pietra, solo ora capisce che si trattava di un'eterea aura celeste e non delle luci dell'alba. Non un comune guerriero ma un angelo. Il suo corpo è come fatto di ombra, nessuna superficie descrive il suo corpo o il suo volto, solo i suoi abiti fluorescenti testimoniano la sua forma sovrannaturale, gli abiti e la luminescente spada.

Schy - Con imperioso tono di sfida - "Kosmos... Bifolco di Darra, vedo che sei diventato un soldato e che ti porti dietro ancora quell'anatra... Mh, ti ricordi di me?"

Kosmos - finito lo stupore - "Tu... Meledetto! Sei stato tu a compiere il massacro a Frodend!"

Schy - "Ti sbagli mortale... Sono qui per proporti uno scambio... Verrò subito al punto: voglio che tu faccia lacrimare questa pietra come ti ho visto fare tempo fa a Tansha. In cambio le restituirò le sue sembianze umane... Il suo nome è Amia... E ti sarà grata in eterno..."

Kosmos - "Non ti credo, mi hai già..."

Schy - "Risparmiato... Tu mi devi fedeltà, nel tuo corpo scorre sangue di Sollus, regno ben devoto al mio signore, l'onnipotente Ingenerato. Obbedisci e salverai tre vite, quella della bambina e... La vostra."

Loug - "Ehi Kosmos ma tu..."

Kosmos - "Scappa Loug, a lui penso io!"

Schy - Sogghignando - "Capito Loug? Scappa, all'angelo pensa l'impavido Kosmos..." - Con profonda e possente voce - "Scappa!"

Loug - Determinato - "Te lo puoi scordare! Non ti lascio solo..."

Kosmos - Rivolgendosi a Schy - "Se davvero tu potessi rompere l'incantesimo non avresti bisogno di me per raccogliere le lacrime! Non sono più il pastore sciocco e pavido che hai incontrato tempo fa!"

Schy - "Già... Sei peggiorato. Sai bene che non te ne andrai di qui senza aver esaudito il mio desiderio, da vivo, s'intende. Non mi sei affatto indispensabile e la tua vita conta per me meno di quella di un filo d'erba..."

Kosmos - "Vedi, tu ora hai un problema non c'è nulla che possa spaventarmi. La mia vita non ha nessun senso e che tu la prenda oggi o domani non mi spaventa in alcun modo. Mi sono arruolato in Cavesh proprio per questo, nulla... Nulla mi lega a questo mondo, in questo momento ti sono superiore... Angelo..."

Schy - "Davvero interessante, un uomo che sfida una creatura divina... E dimmi, non temi neppure per la tua dolce metà? Qual è il suo nome? Ivlis, giusto? Un bel nome... In cambio di questo favore posso salvare anche lei, destarla dal sonno che l'ha rapita dell'anima..."

Kosmos - Visibilmente scosso - "Menti ancora essere malefico!"

Schy - "Chiamami pure Schy... No, non mento. Puoi riabbracciarla, ritornare a fare quelle lunghe passeggiate con lei in riva ai ruscelli, danzare, fare l'amore... Tutto quello che hai sempre desiderato... Oppure mi sbaglio?"

Schy ha toccato Kosmos nel profondo del cuore. Se prima era deciso a non volersi fidare l'ultima proposta ha aperto una breccia nel suo animo, anche la sola ipotesi di poter riabbracciare il suo amore lo catapulta in un turbine di smarrimento.

Loug - "A che ti servono quelle lacrime?"

Schy - "Kosmos... Io ti sono amico, ti posso restituire tutto ciò che hai perso... Tu odi la guerra... Ricordi? Che ci fai qui? Darra è il tuo posto..."

Loug - "Ti ho chiesto..."

Schy - Senza voltare il capo - "Fa silenzio o farò scempio delle tue misere membra, vali ancora meno del tuo amico bifolco." - Rivolgendosi a Kosmos - "Vuoi sapere perchè la statua ha uno sguardo tanto sofferente?"

Kosmos - Cercando di guadagnare tempo - "Dimmelo tu..."

Schy - "Tempo fa, sulle acque di Almuth, esisteva una ragazzina di nome Amia... Figliastra di un mercante, viveva su una nave da commercio con il fratello maggiore, Hostage, i due erano inseparabili anche se non uniti da un vero vincolo di sangue... Un brutto giorno, dei predoni di Montrak li colgono a navigare fuori dalle acque territoriali e decidono di assaltare l'imbarcazione..."

Kosmos - "..."

Schy - "I pirati avevano avuto il permesso di transito da funzionari corrotti. Il patrigno di Amia, cogliendo subito la portata del pericolo, decide di nascondere sotto coperta la sua ristretta ciurma e, alzata bandiera bianca, di offrire al loro capo, Abraas, di prendere Hostage, di risparmiare se stesso e Amia..."

Kosmos - Spazientito - "Perchè mi racconti questi fatti?"

Schy - Indifferente - "Mentre il vigliacco negozia la sua salvezza i ragazzi odono le trattative in preda ad un inenarrabile terrore. Abraas risponde alla proposta del mercante con un colpo di ascia... Tagliandolo a metà di netto. I predoni ridono e sguinzagliano dei cani da combattimento che, fiutato l'odore dei due ragazzi, li inseguono ringhiando sul ponte. La piccola e coraggiosa Amia, conscia di non poter trovare via di fuga, decide allora di immolarsi in favore del fratello. Le belve inferocite dal digiuno la sbranano e Hostage assiste paralizzato alla scena... Il sacrificio è però vano, i cani hanno ancora parecchia fame..."

Kosmos - "Finiscila! Non capisco dove vuoi arrivare..."

Schy - Passeggiando lentamente intorno a Kosmos - "Ora lo capirai... La bambina straziata e sfigurata cerca di respirare ma i suoi piccoli polmoni sono stati lacerati. Proprio in quel mentre sopraggiunge un galeone da guerra di Almuth. Abraas richiama i cani con un fischio e ordina l'immediata ritirata... Non si sarebbe mai sognato di affrontare in mare aperto una corazzata di Almuth. Intanto il giovane Hostage, integro e immerso nel terrore, si china sulla sorellastra e le infligge un fendente con un temperino, credendo in tal modo di aver messo fine al suo dolore... Poi, urlando e singhiozzando, tenta di assalire Abraas che lo getta senza pensarci due volte tra i flutti. Per guadagnare tempo il barbaro pirata, affonda la modesta imbarcazione e fugge a vele spiegate. Quando il galeone giunge in soccorso il giovane è già sparito tra le onde. Ius, capitano delle flotte Sud di Almuth, raccoglie quindi il corpicino straziato e in fin di vita di Amia. Vedendo che tuttavia conserva ancora un lieve soffio vitale, impiega il suo potere e la pietrifica per poi abbandonarla sulla costa, nella speranza che qualche potente mago la trovi e la curi... Ora avrebbe quasi la tua stessa età..."

Kosmos - "Quindi questa sarebbe quella Amia? Non ti credo... C'è un particolare che non quadra nella tua ricostruzione... Il medaglione che porta al collo... E' di origine demoniaca... Si tratta di un manufatto malefico..."

Schy - "Ti sbagli. Si tratta di uno stratagemma di Ius per proteggere la piccola, quel medaglione non ha alcun potere. Io posso e voglio liberarla, curarla... Ma per farlo, ho bisogno di qualcosa che contenga il suo Icosh, in questo caso l'unico catalizzatore che di lei possiamo ricavare: lacrime."

Kosmos - "Anche se fosse vero perchè la vuoi liberare? Esistono tanti malati, sofferenti... Qual è il tuo scopo?"

Schy - "A te la scelta. Sai bene che Amia è cosciente, puoi sempre accollarti la responsabilità di tanta altra sofferenza... Dipende solo da te... Ricorda: il giorno che l'hai fatta piangere e l'hai portata con te ti sei preso la responsabilità della sua vita..."

CONTINUA...

 

 
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