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- Magic Gladius -
 
XXVI GIORNATA
 Macchie nel passato (protagonisti: Ashat, Axtin, Gene e Deste)

Magic Gladius
 

Macchie nel passato

Come carta che si bagna, la notte s'assottiglia e lascia trasparire un fosco mattino. A disturbare l'orizzonte ci sono tre macchie, tre ombre che con il favore del giorno mostrano le loro insegne di Sollus. I guardiani della roccaforte, sulla costa di Almuth, si preparano ad accoglierli. Il primo che smonta da cavallo è un comandante. Un cenno e i trafelati accompagnatori portano i cavalli ad abbeverarsi. L'ufficiale, inquieto, varca la soglia della residenza di Axtin, le cui porte già si sono spalancate. L'ospite che merita tanto riguardo è Deste, ad accoglierlo c'è il padrone di casa, stavolta, in armatura tirata a lucido ed elmo scintillante sotto braccio.

I due hanno occhi sfuggenti. Si concedono un rapido sorriso di circostanza ma, fin da subito, piccoli gesti involontari rendono l'aria nervosa. Sopracciglia, guance e dita che tremano con spasmi irregolari. Sia dalla pelle scura di Deste che da quella pallida di Axtin trapela lucido sudore.

Deste - Dopo un profondo respiro - "Salute a te Axtin, ho cavalcato tutta la notte, ho notizie personali da riferirti, c'è grande subbuglio alla capitale..." - Indugiando - "Possiamo parlarne in un luogo più consono?"

Axtin - Con falsa cordialità - "Deste! Ti trovo scosso, che cosa è successo? Seguimi per le scale, sulla torre nord potremo parlare in tutta tranquillità! Prima però avrai bisogno di rifocillarti! Portate..."

Deste - Interrompendo Axtin - "Lasciamo perdere i convenevoli, ti dirò subito come stanno le cose. Pare che il Re Nero voglia convolare in nozze, forse per dare una sferzata al popolo nonostante la guerra."

Axtin - Fingendo interesse - "Shi-Godran Regat si sposerà? E con chi?"

Deste - "Con la moglie del non-morto Syma..."

Axtin - Guardandosi le dita della mano - "Non credo di sapere di chi si tratti."

Deste - "Nella vita precedente era un notabile di Es e come non-morto era poi diventato il governatore del quinto distretto di Vereskatur... Io stesso l'ho sconfitto in battaglia non molte lune fa. Questo prima che si perdessero le sue tracce. Alcune fonti suppongono sia coinvolto nella strage dei mille di Montrak ma sono congetture."

Axtin - Sollevato - "Calmati amico! Ho già catturato io il responsabile della morte dei mille, lo stavo interrogando poche clessidre fa, un certo Kosmos se non sbaglio... Ad ogni modo, non capisco come possa infastidirci la notizia dello sposalizio... Temi che Regat voglia vendicare la sconfitta di Syma?"

Deste - "No, non è questo... Il punto è che i nostri infiltrati alla corte di Regat verranno giustiziati, il giorno stesso del matrimonio. Ho poco tempo e non potrò rimanere tuo ospite come le altre volte. Devo prelevare gli uomini migliori che hai per una missione... Complicata."

Axtin - Con maggiore attenzione - "Quanto complicata?"

Deste - "Diciamo parecchio. Devono far fuggire i nostri. Ho bisogno di persone che sappiano il fatto loro e che siano in grado di agire furtivamente."

Axtin - "Ah! Non credo di averne, ultimamente mi trovo con fanteria buona solo per la Cavesh. Non mi mandano più reclute di livello..."

Deste - "Axtin, non prenderla come una mancanza di rispetto ma ti consiglio di trovarli. A Methymna sono tutti agitati e penso non esiterebbero a crearti dei problemi. Tanto più che gira voce che tu stia creando un mondo a parte qui sulle costa, che tu stia prendendo accordi con il regno di Almuth e che ti sia persino estromesso dall'educazione diretta dei soldati scelti."

Axtin - Indispettito - "Come, Come ti permetti di insinuare simili..."

Deste - Seccato - "Axtin! Non mi interessa ciò che fai! Ti parlerò con chiarezza, prima di cadere in battaglia, Behem stava per presentare un rapporto che avrebbe attivato una commissione d'inchiesta sul tuo operato. Questo è il tuo problema, ora ti presento il mio..."

Axtin - "Tu farnetichi... Behem era venuto..."

Deste - "Lasciami finire... Anche io ho un problema. Qualcuno sospetta che io abbia violato le regole d'ingaggio di Sollus e soprattutto che abbia impiegato le milizie sotto il mio  controllo come mercenari. Non ci sono prove e nessuno mi ha accusato pubblicamente ma tutto d'un tratto mi ritrovo con l'incarico di guidare una spedizione nel cuore della capitale di Vereskatur! Qualche giustizialista sta cercando di togliermi di mezzo! Capisci? So per certo che il re non è informato della cosa perciò ho ancora speranze! Non voglio nè fuggire, nè perdere la mia carica! Devo portare a termine la missione senza espormi, solo così avrò modo di capire chi vuole far cadere la mia testa e contrattaccare..."

Axtin - Serio - "Vieni al punto Deste, perchè mi dici queste cose?"

Deste - "Il rapporto di Behem lo ho io e io soltanto, in questo momento è nascosto in un luogo molto sicuro. Se non vuoi che lo consegni a chi di dovere devi aiutarmi, trovare almeno una persona adatta ad una missione ombra! Sei l'unico che può fornirmi ciò che ti chiedo! Serve qualcuno che non mi conosca e che non sia invischiata con gli intrighi di corte!"

Axtin - "Sei pazzo! Se hanno scelto te è perchè la missione richiede esperienza! Non possiamo mandare dei novellini e tantomeno dei mercenari!"

Deste - "Ascoltami! Non ho modo di fidarmi di nessun altro! Non posso chiedere aiuto ad altri graduati, non so chi mi è amico e chi mi è ostile! Non voglio un mercenario, non chiederei il tuo aiuto se potessi servirmene! Non voglio nemmeno una persona che mi metta ulteriormente nei guai diffondendo informazioni segrete!"

Axtin - "Non ho guerrieri preparati per questo! Io addestro fanteria e reparti scelti d'assalto! Le spie nemmeno so dove vengono formate! Devi calmarti e guardare la situazione con maggiore lucidità..."

Deste - "Lucidità? Ma non capisci che mi vogliono morto? Mi uccideranno a missione ultimata e daranno la colpa al Regno Nero! La missione è ben congegnata, l'ho studiata nel dettaglio, filerà tutto liscio! Non c'è nessuno scontro da affrontare! Axtin dannazione mi serve solo qualcuno di affidabile! Pensaci! Se consegnassi il rapporto sul tuo operato la prossima testa a cadere sarebbe la tua!"

Axtin - "Ridicolo, siamo nel bel mezzo di un conflitto! Nessuno penserebbe mai di creare fratture interne al regno! Senza me e con Wetes sotterrato qui nessuno potrebbe far..."

Deste - "Forse hai ragione ma sai anche tu che... A corte serpeggiano parecchi talentuosi lefui, da tempo insoddisfatti della loro posizione e... La tua fa gola a molti... Che dici? Pensi che avrebbero poi così tante remore? Ascolta... Siamo amici da tanto tempo! Pensa bene alla tua risposta."

Axtin - "Amici? Anche volendo mi chiedi l'impossibile ti ripeto che non ho uomini di quel genere! E poi che faresti se la missione fallisse? Ci conosciamo da sempre ma mai ti ho visto così paranoico! Sono solo congetture le tue! Come puoi essere certo che vogliano toglierti di mezzo?"

Deste - "Il fatto che l'unica specifica imposta dal comando preveda che a recuperarci sul confine ci sia Bahiq? Bahiq! Te lo ricordi Bahiq nel golfo di Suthr?"

Axtin - Sbiancato - "Bahiq... Perchè non ci mandano lui?"

Deste - Chiudendo gli occhi - "..."

Axtin - "Non so chi darti Deste! Mi cogli impreparato! Senza contare che se ti aiuto se la prenderanno con me! Maledizione non puoi mettermi in mezzo così! Anche portando a termine la missione come farai a trovare il mandante della tua esecuzione?"

Deste - "Non sapranno mai di te! L'uomo che mi consegnerai indosserà la mia armatura, Bahiq non lo riconoscerà! Porterò con me dei testimoni e lo farò catturare di sorpresa! Il fatto di poter dimostrare di essere stato vittima di un attentato mi farà guadagnare maggiore protezione... E' tutto calcolato! Fammi vedere le tue punte di diamante..."

Axtin - Disarmato - "Non ne ho! Tu sei troppo teso, un comandante del tuo rango non può far davvero conto su un piano così puerile! Non sai neppure come ti vogliono attaccare! Bahiq non si farà mai cogliere impreparato! E poi come dici tu, da parecchio non preparo veri guerrieri..."

Deste - Furente - "Non hai scelta! O mi aiuti o a Methymna useranno le tue ossa e quelle dei tuoi figli come concime per le carceri! Perderai le terre, i titoli e ogni tuo avere!"

D'un tratto l'infervorata discussione tra il comandante e il lefuo viene interrotta. Una porta si apre scricchiolando in modo sinistro. Dall'ombra giunge fioca e stridula una sottile voce insicura.

Gene - "Ci vado io padre..."

Axtin - Stupito come non mai - "Cosa? Ma da dove sbuchi? Tu sei pazzo! Torna nelle tue stanze razza di sciocco! Che ti passa per la testa? Sei così codardo da non riuscire a trafiggere un uomo legato e vuoi sfidare la Città del Fuoco! Meriteresti di andarci davvero! Deste, va bene, vieni, ti mostro gli uomini più valenti che possiedo, potrai scegliere il migliore..."

Deste - "No, aspetta, aspetta, tuo figlio... Tuo figlio è riuscito a celarsi alla nostra presenza! Stupefacente! Gene, ragazzo come hai fatto? Davvero te la sentiresti? Avanti parla!"

Gene - Tremando per l'emozione - "Certo..."

Axtin - Sconcertato - "Deste... Deste che stai dicendo? Sai anche tu che è un buono a nulla! C'è riuscito perchè conosce il castello, suo unico ambiente familiare! Il suo viaggio più lungo è stato fino alla capitale!"

Deste - "Non mi incanti. Tuo figlio è allenato più di chiunque altro quaggiù... So che non è un granchè in quanto a forza bruta ma che in tecniche di mascheramento è imbattibile... L'ho visto con i miei occhi trecento lune fa e anche adesso... Voglio lui!"

Axtin - Sbigottito e furente - "Che cosa? Vuoi che io sacrifichi mio figlio?"

Gene - Quasi illuminato in volto - "Lasciatemi andare padre, vi dimostrerò che sono degno del nome della nostra casata!"

Axtin tace e guarda il figlio con sguardo estremamente perplesso. Pensa a quanto sono diversi. Si interroga sul perchè il figlio, da sempre codardo, abbia tirato fuori in un momento tanto sbagliato, più coraggio di un comandante di Sollus. Non gli sembra nemmeno ubriaco. Se ne sta lì a capo chino come mai nessuno nella sua stirpe. Una nullità. Non lo può vedere ma è pur sempre suo figlio. Sangue del suo sangue. Qualcosa gli dice di doverlo preservare.

Axtin - "Non posso decidere io per te Gene ma questa è la mia regione, faremo così, se riuscirai a sprigionare il tuo Icosh spirituale allora ti lascerò partire. Senza energia spirituale di almeno primo livello non avresti speranze. Deste, prima che tu parli ti avverto... O accetti la mia proposta o non abbandonerai il mio palazzo sulle tue gambe."

Deste - Adirato - "Rappresento Sollus, sei pazzo se credi..."

Poco più indietro, mentre Deste alza il tono di voce, sei arcieri salgono le scale e tendono il loro arco. Puntano dritto al cuore. Nemmeno un guerriero forte come lui potrebbe sfuggire illeso da una simile situazione.

Axtin - "Amico... Sono certo che nessuno è informato della tua presenza qui."

Deste - Sorpreso - "Axtin!"

Axtin - Sogghignando - "Non allarmarti. Ti sbagli su mio figlio e te lo voglio semplicemente dimostrare. Mettiti tranquillo. Avanti Gene, mostraci la tua energia spirituale e potrai andare."

Lo sforzo del giovane è immenso, la tensione dei muscoli è tale da fargli rompere più capillari negli occhi fino a far sgorgare lacrime di sangue sul suo candido viso. Per quanto la concentrazione sia alta e la volontà esasperata, nessuna energia si manifesta intorno a lui.

Axtin - Soddisfatto - "Ti ho viziato figlio, ma rimedierò, stanne certo. Deste, come puoi vedere questo verme non potrebbe mai nè difendere il proprio corpo nè tanto meno potenziare la propria velocità, doti essenziali per trarre in salvo se stesso e i protetti di Sollus. Mandare Gene sarebbe cercare di penetrare uno scudo di metallo con una pergamena rinsecchita. Io non ho un primogenito, ho un coniglio ritardato come discendente!"

Umiliato e pentito per la fallimentare sortita, Gene si accascia su se stesso e scoppia in lacrime, si sente soffocare, gli manca il respiro. Nell'aria si staglia un odore a lui ben noto, è il fetore marcio e stantio di sempre: l'odore della sconfitta, dell'umiliazione. Le guardie abbassano gli archi e i due compagni d'armi si concedono uno sguardo di intesa sull'inetto Gene. Dopo poco, il padrone di casa fa strada verso la scala per condurre l'ospite alle camerate dei cadetti.

Il silenzio pesa più di ogni possibile parola.

Gene sente le mura della torre schiacciarlo, avverte intorno a se infinita frustrazione. La sensazione è così forte da fargli provare un dolore pari a mille chiodi infilzati nella carne. Vorrebbe fuggire, morire, ubriacarsi ma ad un tratto avverte una voce sibilargli dal pavimento. Mentre il suo sguardo si piega, lentissimamente, in cerca della sorgente di tale suono, di fronte a lui, si materializza una visione raccapricciante. La testa mozzata di Ashat. La reazione è un sobbalzo di terrore. Un rifiuto.

Ashat - Sogghignando - "Ehi verme, stanco di subire da tuo padre? Stanco? Eh stanco?"

Gene - Terrorizzato - "Vattene! Tu sei morto, tu non esisti!"

Ashat - "Ma come? E allora che cosa sarei? Un fermacarte di cattivo gusto? Eh! Eh! Eh! Tuo padre è un cane, facciamogli mangiare le sue stesse carni, che ne pensi Gene? Geeene? Che ne pensi Geeene? Geene mi stai ascoltando? C'è ancora della virilità in quella tua testa di coniglio perdente?"

Gene - Incapace di razionalizzare la situazione - "Non, non voglio fare del male a mio padre... Vattene!"

Ashat - "Non sei coerente Gene. Tu non vuoi... Eppure ieri sera desideravi trafiggerlo! Non è vero? Hi! Hi! Hi! Ti chiedi come lo so? La tua mente poco lucida è stata una preda facile per uno spirito come me... Quanta affascinante mortificazione, quanta delicata sofferenza... Sei un debole, un piccolo essere senza scorza ma io, io posso fare di te un condottiero, un guerriero senza paura... Ti va? Eh ti va? Su dillo che lo vuoi..."

Schizzi di sangue ad altra concentrazione. Così Ashat, nel momento della sua stessa decapitazione, ha creato un ponte per la trasmigrazione del suo immenso Icosh psichico verso Gene.

Gene - Terrorizzato - "Dici davvero? Voglio, voglio... Voglio la mia rivincita! Voglio una vita degna per mia madre! Voglio che lei..."

Ashat - "Taci. Non facciamo troppi progetti. Ci sarà una possibilità per ogni possibile evenienza. Ora voglio che tu liberi il mio amico e la sua anatra... Fatto questo ti aiuterò a uccidere il lefuo spelacchiato..."

Gene - Preso dal flusso schizofrenico - "No! Prima di ucciderlo voglio dimostrargli il mio valore! Dovrà riconoscerlo! Dovrà! Dovrà!" - Urlando - "Dovrà! E poi gli toglierò la vita!" - Piangendo e ridendo allo stesso tempo - "Si! Si! Sii!"

Ashat - Con un sorriso inumano - "Ah! Ah! Ah! Si ragazzo, si... Va bene! Mi piace chi sa improvvisare... Ah! Ah! Ah!"

CONTINUA...

 

 
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