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- Magic Gladius -
 
XXV GIORNATA
 Moushard di Raufen (protagonisti: Kosmos, Ashat, Axtin, Gene e l'anatra)

Magic Gladius
 

Moushard di Raufen

Gorgheggi di gole.

Dicono che da giovane fosse un idealista, corretto, limpido, il migliore dell'accademia Dudima, stretto amico del grande Behem. Pare che a Methymna abbia avuto occasione di far carriera da generale ma qui nessuno osa ricordarlo.

Rimbombo di gorgheggi di gole.

La luce tenue scivola sulla mia schiena, il vino, le statuette di Tansha, ogni cosa mi ricorda chi sono. Qualcuno sta soffocando, non qui, non in mezzo a resti di cibi e vivande ma sotto, piani sotto al mio corpo. Laggiù mio padre sta interrogando dei vagabondi, vecchi stragiti di Es che commettono l'errore di sconfinare.

Urla soffocate.

Di giorno compriamo a piene mani le loro mercanzie, di notte li seppelliamo nell'acqua per estirpare, fino all'ultimo respiro, misere informazioni. Moushard di Raufen. Vino rosso invecchiato vent'anni... Scivola nella mia gola come fosse acqua che cade dal cielo. Mio padre ogni giorno ne decanta la bontà, dice che dalle cantine di Montrak non ne esce di migliore, che per averlo vale la pena di sgozzare mille uomini... Poi c'è il Senial di Morsha quello serve a solleticarsi l'appetito, come il baciare una fanciulla prima di possederla. Dice lui.

L'orchestra suona e io non ho mai appoggiato le mie labbra su un calice di vino cattivo. Io, io sono un insensibile nessuno e intanto, qualcuno con la testa appoggiata su barili di Senial sta morendo, sta morendo per degli ideali di equilibrio. Gli stragiti non parlano. Vorrei avere la forza di scendere e fermare le guardie, di far ingoiare a mio padre tutta l'acqua che i prigionieri vomitano.

L'orchestra suona più forte, è tarda notte, la luna mi fissa e la musica, delicata, concilia il mio eterno sonno. Io figlio e fratello di dieci tra comandanti e chierici. Io che mai dovrò svegliarmi da questo labirinto di cristallo, mai lotterò, mai pregherò, mai torturerò mai diverrò lefuo... Ma quel che è peggio, mai nessuno me lo farà pesare. Non vedrò mai questa guerra.

La musica aumenta, il ritmo incalzante spinge l'ascoltatore ad ondeggiare nervosamente con il corpo.

Il mio unico compagno è il Moushard, Moushard di Raufen. Mia madre è fuggita alcune lune fa, dopo essere stata picchiata per l'ultima volta. La musica mi segue, la mia interpretazione del suono da felice diventa tetra. Lo ha amato fino all'ultimo ma per lui esiste solo un'unica grande attrazione: quella per se stesso e per la sua magnificente velocità.

Ha da qualche tempo superato la metà della vita ma corre più di una lepre, non ha più un solo pelo ma potrebbe invertire il flusso di una cascata con un colpo di spada. Da dove viene questo potere? Perchè ne sono privo? Sono lo spettatore inerte di mio padre, del nobilissimo lefuo Axtin.

Le statue di pietra grezza mi fissano più severamente. Una voce imperiosa assesta il suo fendente nel mio timpano, le mie dita sussultano. Non so da dove, non so come ma presto lui sarà qui. Lontano dalla capitale e da ogni altra autorità è un dio. Nel castello, gira senza vestiti, senza armatura, senza mai guardare a terra.

Laggiù c'è una spada, sono stato addestrato dai migliori insegnanti del regno, dicono che ho talento, che farò carriera militare, anche mio padre mi continua a definire il suo successore. Menzogne, sono lento, prevedibile, teso, incapace di prendere decisioni rapide.

Solo io potrei uccidere mio padre, si fida di me, sa che sono debole, sa che mai oserei ribellarmi al suo volere, sa... Di aver ragione. Lui, lui non mi ha mai sfiorato con un dito ma penso che sia per pietà, più che per affezione...

Tra i pochi che giungono a palazzo solo un uomo mi ha schiaffeggiato apertamente, il generale Behem, mi ha fatto sentire nudo, disarmato... Il nitrire possente del suo cavallo, il fervore delle sue idee di pace, libertà, il capo chino di mio padre... Vorrei possedere le sue virtù e invece ho solo oggetti, inutili stanze piene di oggetti... Denaro! Ne possiedo più di chiunque altro in questa regione, eppure, eppure a nulla vale per liberarmi dalla mia apatia.

Le urla si fanno più forti, voglio più tempo, devo bere, il vino devierà il significato dell'aggressività di mio padre e mi regalerà preziosa libertà...

Axtin - Furente - "Gene! Gene! Dove sei? Non puoi nasconderti! Se non vuoi imparare l'arte della guerra impara almeno a gestire il potere che un giorno sarà tuo, impara a farti rispettare! Gene! I tuoi fratelli hanno già imboccato una via! Solo tu, il maggiore, sei ancora sotto la mia protezione... Questa notte, ti farò..."

Uccidere un rivoltoso di Es...

Axtin - A squarciagola - "Mi senti? Hai capito? Mi senti? Ma come ti riduce il vino?"

Ho bisogno di altro Moushard per poter penetrare la sua carne con... Con quella spada.

Axtin - Sbattendo con violenza la porta - "Eccoti, prole indegna, ringrazia l'Ingenerato che non riservi a te il trattamento per i vermi di Es..." - Seccato - "Vieni ti insegnerò a bruciare le dita di chi osa non rispondere alle mie domande. Lascia perdere quel..." - Strattonandolo - "Ho detto: vieni!"

Ho paura di lui. Ha bevuto. I suoi occhi sono insensibili come sfere di vetro.

Axtin - Con fierezza poco lucida - "Questa notte interrogherai due uomini, si tratta di un pazzo che continua a ridere, dice di volerti conoscere... Umpf! Poi c'è un ricercato su cui pende una taglia che io stesso ho appena decuplicato, sarai tu a riscuoterla! Capisci Gene? La notizia correrà per tutto Sollus! Li faremo sembrare due pericolosissime spie! Poco importa se i miei uomini hanno scoperto come è andata davvero la morte dei mille a Frodend! Io avrò portato a termine la missione mentre tu avrai rispetto e onori! Finalmente crederanno che potrai succedermi 'degnamente' e che non ho un figlio codardo..."

Fatti forza, la spada è vicina.

Axtin - Con sorriso di scherno - "Tutti sapranno che sei un uomo. Beh, non rispondi a tuo padre?"

Gene - Con tono dimesso - "Si mio signore, come volete."

Axtin - "Ah! Prendi quella spada e seguimi! Maledetto il giorno in cui ho mescolato il mio nobile sangue con tua madre! Che poteva uscire dall'unione di un leone con una cagna? Quando la ritroverò insegnerò lei l'educazione e l'obbedienza... Una volta per sempre!"

Ha bevuto e non si controlla. La spada è nelle mie mani, lui stesso me l'ha fatta impugnare, ora o mai più.

Axtin - Scendendo le scale - "Ucciderai due pezzenti accompagnati da un'anatra... Ah, ah! Passerai per un eroe! Domattina stessa Deste verrà a prelevare nuova carne da Cavesh... Uh! Uh! Un'ottima occasione per parlare di te e delle tue prodezze... Mi stai ascoltando viscido... Lavativo?"

Mentre Gene cerca invano di stringere, di impugnare la spada per porre fine alla sua schiavitù il padre ride, di spalle, ride certo e fiero del suo progetto.

La mia vita è un'inesorabile, caduta rovinosa... Non ho nè domande, nè risposte. l'Ingenerato si rifiuta di rispondere alle mie preghiere... Non so se esista una vita dopo la morte, non avrò fortuna nemmeno allora... Mentre scendo le scale che mi portano verso il mio annullamento ripenso al generale Behem e a quel guerriero di Montrak che ha sfidato mio padre a viso aperto, con tutta la fierezza di un Libero. Vorrei avere anche solo una piccola parte del suo coraggio. Io, Gene, io, nessuno.

Le scale sono un passaggio troppo rapido, vedo le prime luci del mattino e io, io sono un'ombra, sento la musica lontana, l'idillio del vino prosciugarsi, vedo sangue dovunque. Vedo uomini incastrati in strumenti di morte, stanno lì ad ammuffire violentati e straziati da una morte senza pace. Sembra mi stiano osservando... Vedo poi un'anatra, un'anatra di fronte a due uomini in fondo al corridoio...

Guardia - "Adesso vi scioglieremo la lingua, vermi di Es... Eh, eh, eh, per prima cosa visto il caldo vi faremo bere un po' d'acqua..."

Ashat - Ridacchiando - "No, no, no! Anche qui siamo così mal ridotti! Possibile? Non si beve più come una volta! Prima la sera ogni vecchio di Es aveva il suo boccale di Botterpok da sorseggiare, su una roccia e invece adesso? Adesso nemmeno sanno più che cos'è! Droghe, infusi ecco cosa cercano i giovani! Che tempi! E voi? Anche voi della costa ci offrite acqua? Ah! Come si è declassata la nobiltà! Perchè non apriamo una di queste belle botti? Quello deve essere Moushard di Raufen del '64, fantastica annata... Posso averne un sorsetto? Insomma senza vino dove andremo a finire signori miei?"

Guardia - Quasi schifato - "Tu sei tutto matto... Raccontala anche al mio signore questa buffonata, ti eliminerà ancor prima di interrogarti..."

Ashat - "Abbiamo ospiti eh? ehi Kosmos aggiustati quella bava! Non vorrai presentarti al nobile Axtin così scomposto! Questa è l'ultima volta che ci facciamo catturare assieme! Mi fai sfigurare."

Varcata la soglia della cella Gene e Axtin si trovano di fronte al sorriso di Ashat.

Axtin - "Avanti, colpiscili subito! Sono legati e comunque le guardie ti proteggono."

Ashat - "Ah! Facce nuove! Intenditori di vino vero? Si capisce dal puzzo... Ma come ti chiami ragazzo? No, no aspetta, indovino... Coda di paglia... Appiccicoso e viscido... Uhm, mi viene solo letame! Ah! Ah! Ah!"

Un prigioniero mi insulta di fronte alle guardie, di fronte a mio padre... Chi è costui?

Ashat - "Kosmos? Kosmos? E su pastore dei miei stivali, svegliati, hai l'occasione di liberarti dal tuo debito nei miei confronti... Su, forza piccolo, un po' di energia! Che hai? Mi sembri posseduto da uno spirito? Uah! Uah! Ah! Ah!"

Axtin - "Gene! Uccidi il pelato. Fallo o ti picchierò così forte da farti rimpiangere di essere nato."

Ashat - "Kosmos! Uno, due, tre... Svegliati! Ma che hai mangiato stasera? Uh! Uh! Uh!"

Gene - Piangendo - "Non-non ne sono capace padre... Non mi ha fatto alcun male!"

Axtin - Al colmo dell'ira - "Gene!"

Ashat - "Gene, Kosmos? Gene! Kosmos? Kosmos! Kosmos? Kosmos scatta!"

Gene - Lasciando cadere la spada - "Non ci riesco... Perdonatemi padre... Lasciatemi andare... Vi prego..."

Axtin - Raccogliendo la spada - "Tu! Tu non sei mio figlio! Dopo che avrò finito con questi vermi avrai ciò che meriti!" - Voltatosi verso Ashat - "E ora, straccione, conoscerai il metallo di Sollus!"

Gene - Divincolandosi - "No! No! No! Non voglio vedere, non voglio!"

Nessuna risposta. Solo uno stridio di lama e un tonfo sordo.

Un fendente netto taglia la testa di Ashat. L'anatra si avvicina a Kosmos. Il capo si stacca dal corpo. Nell'infinito istante in cui la testa cade, la carne si ritira e dalle cavità oculari fuoriescono nuove sembianze, una dopo l'altra compaiono volti sconosciuti di donne, uomini e animali.

Violenti mutamenti e intensi rumori di carne si susseguono come pensieri, ossessioni, paure, aspirazioni. La penultima sembianza è quella di Schy, l'ultima quella di Kosmos, dopodichè, il corpo cade inerte sull'anatra. Niente sangue, niente urla. A ricordo dell'inquietante istante rimangono una bocca sorridente e due pupille che osservano il corridoio in modo innaturale.

Methymna, mentre questo accade un possente uomo, da soldato semplice che era, viene promosso di grado, divenendo così Padicus.

CONTINUA...

 

 
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