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- Magic Gladius -
 
XX GIORNATA
 Ritorno a Darra (protagonisti: Kosmos, Treka, Ivlis, Eol, Rago e Axtin)

Magic Gladius
 

Ritorno a Darra

Mentre guardo l'orizzonte le dita dei miei piedi si appoggiano su ciò che mi lascio alle spalle. Cammino senza sosta. Ho costeggiato la foresta, superato la campagna, i villaggi. I giorni e la notte si sono scambiati d'abito e il mio viaggio è ormai giunto al termine; ecco laggiù la sagoma del mio villaggio: Darra.

Amia... Non era una bambina come sembrava ma una bellissima ragazza che ritornerà a vivere, contro ogni aspettativa, contro ogni logica. Non so dire se il miracolo l'ho compiuto io o se è stato l'angelo a restituirle la vita. Credevo non sarei riuscito a farla piangere e invece... E'... E' bastato abbracciarla, parlarle a bassa voce. Le mie parole l'hanno toccata... Il mio cuore ha irradiato calore, calore solamente umano ma sufficiente a smuovere il suo spirito tormentato. Chissà cosa le succederà ora... Ora è viva. Libera. E poi, quello che conta è che anche Ivlis è ritornata a vivere... Voglio credere all'angelo, deve essere così.

Dannazione devo calmarmi, rimettere insieme le idee... Sono ancora troppo sconvolto, sono successe tante cose tutte assieme... Più che in tutta la mia vita! Penso a quello che ha detto Aran sul mio destino, a Loug,  ai liberi massacrati... Non riesco a togliermeli dagli occhi eppure sto per riabbracciare il mio amore... Dovrei essere felice. Loug è stato immobile ad osservarmi allontanare. Dopo aver udito la mia decisione di disertare per... Per tornare a Darra da Ivlis si è chiuso in un vuoto di sguardi impenetrabili. Mi sento colpevole di quel silenzio, come se avessi tradito un fratello.

Mentre Kosmos si avvicina alla sua meta un pensiero lo attanaglia,  è un tarlo che lo rode ma di cui, consciamente, non riesce a capacitarsi. E' trascorso del tempo, lo sente pesare sulle sue spalle, come uno strato di terra e sassi, una sepoltura di rose in fiore, un passato con cui fare i conti. Differente lei, differente lui. Dalle sue palpebre sudate alcune lacrime iniziano a sgorgare. Colano lente, quasi immobili, senza che lui possa neppure percepirlo.

Sarai davvero cosciente? Che mi dirai? Sei stata davvero in un'altra realtà? Che ne sarà del nostro amore? Mi vorrai ancora? Se prima eravamo una cosa sola, ora... Ora che sarà? Provo paura, angoscia. Ero così ansioso di vederti di nuovo in te che, che non avevo mai pensato a che cosa ci saremmo detti, come affrontarti. Ivlis...

I dubbi rallentano il passo del giovane che avanza sempre più tremante. Non si accorge di stringere i pugni, non avverte di aver affondato le sue stesse unghie nella sua carne. Non si accorge di avere la gola strozzata, di aver trattenuto il respiro fino quasi a soffocare.

L'angelo non ha mentito, ne sono certo eppure più mi avvicino a Darra più sto male. Anche l'anatra sotto al mio braccio è tesa, sento il suo corpo irrigidirsi e di tanto in tanto ho come l'impressione che mi stia cercando di mettere in guardia... In alto due aquile: segnano il mio rientro con stridii che sanno ben poco di benvenuto.

Qualche nube copre a tratti il cielo mentre il gracchiare delle rane giunge dalle risaie fin fuori la cittadella. Kosmos apre la mano, le lascia sfiorare la siepe che accompagna il sentiero. Tutto è come lo aveva lasciato: le risaie, i campi, le case di pietra. Mentre i suoi occhi cercano conferme nel paesaggio una mano lo afferra con vigore materno.

Treka - Con un grande sorriso - "Kosmos! Ragazzo mio! Che felicità vederti! Pensavo non ti avremmo più rivisto! Come sei cambiato!"

Kosmos - Abbracciando la donna - "Treka, anche a me fa piacere vederti dopo tanto tempo, come stanno i tuoi figli?"

Treka - "Suviw mi aiuta a lavorare nella fattoria e sta molto bene, Rea, la maggiore, si sta invece preparando a partire per Methymna, vuole studiare nella capitale e servire Sollus... Ma dimmi, tu come mai sei qui? Sei già in licenza? Che cosa succede al fronte?"

Kosmos - "No... No, sono tornato per rimanere, ho già visto abbastanza morte per..." - Voltando lo sguardo a destra - "Senti... Hai per caso notizie su... su Ivlis?"

Treka - Dopo un attimo di imbarazzante silenzio - "Notizie? Credevo sapessi..."

Kosmos - Deglutendo come ferito da un pugnale - "Sapessi cosa? Non ho avuto notizie di nessuno del villaggio, da quando sono partito..."

Treka - Messa a disagio - "Kosmos, lei ti aveva scritto..." - Dopo un respiro profondo - "Si è ripresa, poco dopo la tua partenza, qualche luna dopo sono arrivati i suoi genitori da Litia..."

Kosmos - Agitato - "Come? Davvero? Che cosa dice? E' del tutto ristabilita? E dove sta ora? Io non ho ricevuto alcuna lettera!" - Con voce tremolante - "Perchè... Perchè hai quello sguardo?"

Treka - "Non vuoi prima ristorarti? Sei venuto fin qui senza cavallo? Avrai faticato molto a..."

Kosmos - In tono scortese - "Ho marciato su sabbia, neve, fango e in mezzo a fitte foreste, camminare su sentieri battuti è stato più che riposante, non sono certo abbastanza affaticato da rimandare di vederla. Dove la posso trovare?"

Treka - "Kosmos, io credo tu sia un bravo ragazzo ma vedi..."

Kosmos - "Non vuoi dirmelo, va bene, in tal caso ti saluto, andrò direttamente ad aspettarla a casa sua..."

Treka - A bassa voce e con lo sguardo triste - "Le tue sofferenze non sono finite Kosmos, non sono finite."

Senza più capacità di trattenere il desiderio di conoscenza, l'innamorato corre come un matto verso l'abitazione di Ivlis. Lei è lì, in compagnia di un'amica. Giunto in fondo al viale si ferma. Lei è seduta su di un masso, lui la sta vedendo muoversi, dialogare, dopo tanto tempo. Parla impegnata, sorride, non lo ha ancora visto.

Ho sognato mille volte questo momento, sono qui, sto per toccarla. Avverto ancor prima di muovermi lo stimolo del cervello attraverso i nervi. Credo di avanzare, invece sto fermo. Osservo le sue labbra vive, i suoi occhi neri brillare, i suoi capelli scuri trattenere i riflessi della luce, l'aria alleggerirsi al suo respiro... Ivlis, sono qui, voltati, dopo tanto tempo sono qui! Questo le vorrei dire ma nemmeno le parole riescono ad abbandonare la mia emozione.

Non mi hai visto. E' già passato il pomeriggio, la sera. Ora sono stanco. Tornerò domani e ti parlerò, si, ora è il momento di coricarmi e riposare. La tenuta in collina è ancora a mia disposizione.

Mentre Kosmos è disteso sul suo vecchio giaciglio cerca di eludere il pensiero di Ivlis, quasi fosse in grado di ingannare la sua mente fingendo di pensare ad altro.

Una parte di tetto è crollata, deve essere stato dopo l'ultimo uragano, dovrò ripararla, già dovrò, anche la staccionata è da rinsaldare... Inutile non riesco a dormire. Sento la paglia del letto come uno stuolo di aghi che mi colpisce senza scampo. Fa troppo caldo, devo bere qualcosa, bagnarmi le labbra, la gola.

Nel buio Kosmos si muove riconoscendo gli angoli e le superfici fino a raggiungere il pozzo che però non riflette il chiarore della Luna, è prosciugato. In silenzio il giovane si lascia allora cadere addosso al pozzo. Lì a fianco trova una piccola damigiana di burnor.

C'è solo dello schifosissimo burnor, probabilmente ridotto ad aceto. Non importa, devo solo schiarirmi le idee, cioè, bagnarmi, cioè...

Kosmos - Con sguardo ingenuo - "Ehi anatra vieni qui, non lasciarmi solo..." - A capo chino - "Ivlis domani ci incontreremo, l'angelo, non ha mentito, ho fatto bene a... A fidarmi. Si. Sarà stupendo..."

Giunge un nuovo giorno e un fresco vento mattutino accarezza la chioma castana del giovane disertore, le cui membra sembrano non volersi più rialzare. Dorme immobile, dorme come un caduto in battaglia.

Dannazione sento la testa ondeggiare, come sul mare, ma sono fermo, questa è terra, questa è la mia casa. Accidenti a quell'orribile burnor. Ora devo andare, devo andare da Ivlis. Per raggiungerla passerò per la stessa strada che facevo quando... Si... Mi laverò al ruscello, mi toglierò questo mal di testa e mi renderò più presentabile.

E' metà mattina ma fa già caldo, fa dannatamente caldo. Ecco, vedo il sentiero. Tutto è come allora: le mie mani umide, tremanti, cielo, terra, alberi, la palla, la palla di pezza non c'è più... Perchè?

Ad un tratto un dolore fortissimo assale il ragazzo. Le gambe cedono, il corpo si immerge fino all'ombelico nel ruscello trasparente. Un tonfo poderoso e intenso si propaga lungo la nuca. Istintivamente, il giovane si afferra la testa. Un dolore violento.

Mentre Kosmos era preda di supposizioni, un uomo con un'asta di metallo gli si è avvicinato e lo ha colpito alle spalle. Con tutta la forza a sua disposizione. Prima di partire per l'addestramento sarebbe stramazzato a terra ma Aran gli ha insegnato a controllare il dolore, a non permettere che il corpo si lasci andare. C'è anche una donna alla destra del ruscello, ha uno sguardo cupo, pieno di rancore.

Kosmos - Appoggiando la mano sul fondale - "Chi... Chi siete?"

Eol - Stupito della resistenza del giovane - "Uh? E' vero, non ci conosciamo bastardo..."

Rago - In preda al furore - "Colpiscilo ancora marito, colpiscilo ancora! Più forte!"

Kosmos - Senza toccare la spada e afferrando l'asta - "Ora basta. Fermatevi o sarò costretto a farvi del male. Non mi sembrate banditi e nemmeno soldati, che cosa volete da me?" - Infuriato - "Chi siete?"

Rago - "Colpiscilo ora! Liberati! Rompigli il muso!"

Eol - "Fa silenzio donna! Siamo i genitori di Ivlis bastardo!"

Kosmos - Stupito - "Davvero? Allora c'è un equivoco, non abbiamo proprio nulla per cui scontrarci, io sono..."

Eol - "Kosmos, lo sappiamo e sappiamo anche che sei stato tu a ridurre nostra figlia in quello stato!"

Kosmos - "Cosa? Vi state assolutamente sbagliando, io l'ho aiutata, se mi ci farete parlare potrà confermarvi ciò che..."

Rago - Con gli occhi iniettati di odio - "Lei è partita all'alba e non tornerà mai più! Vattene, sparisci o chiameremo i soldati!"

Kosmos - Sconvolto - "Partita? Per dove? Lasciate che vi spieghi..."

In quello stesso istante, trenta soldati di Sollus raggiunge il luogo della disputa. Sono tutti molto seri. Con loro c'è Loug, coperto di lividi e legato alle mani. Al comando del manipolo c'è il lefuo Axtin, duca delle coste di Almuth.

Axtin - Scendendo da cavallo e rivolgendosi a Kosmos e Loug - "Sono successe molte cose da quando voi due siete penetrati nel nostro accampamento, la morte di Wetes, il furto degli incartamenti, la misteriosa morte di mille, dannazione, mille liberi di Montrak e del loro comandante. Tutto questo è seccante. Molto seccante, soprattutto perchè io vi ho lasciati partire..." - Dopo un silenzioso sguardo - "Intendi seguirci con le tue gambe o preferisci che i miei uomini te le spezzino, Kosmos?"

Loug - Affranto e con la bocca impastata dal sangue - "Ho dovuto dirgli che venivi qui, perdonami amico! Hanno minacciato di violentare mia sorella... Siamo... Siamo accusati di tradimento, spionaggio, ci portano alla capitale Methymna per essere... Giudicati..."

Kosmos - Sbigottito e spaventato - "Cosa? Non è possibile! Aspettate!"

Rago - "Si giustiziatelo! Ha portato i demoni sulla nostra casa! Vogliamo vendetta!"

Axtin - Ridacchiando - "Non temete, chi cospira contro Sollus imbocca una strada senza ritorno. Vi auguro una buona giornata, civili..." - Guardando verso l'alto - "Ah l'aria di Darra che piacevole profumo..."

 

CONTINUA...

 

 
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