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- Magic Gladius -
 
VIII GIORNATA
 Sisal druido di Montrak (protagonista: Sisal, druido di Montrak)

Magic Gladius
 

Sisal druido di Montrak

Dopo essersi congedato con il generale Behem di Sollus, Aran parte con la sua delegazione di Uomini Liberi verso la sconfinata Foresta dei Druidi. Da semplice soldato si trova a dover rispondere di un'alleanza che impegnerà l'intero regno di Montrak; prima di muoversi alla volta della costa di Almuth, come il generale gli aveva chiesto, egli deve difatti informare la casta dei druidi di quanto avvenuto. Mantenere segreta un'informazione simile equivarrebbe ad alto tradimento, pagabile con la morte.

Dopo giorni e giorni di marcia ininterrotta Aran giunge all'immensa distesa verdeggiante, luogo accessibile ai soli druidi e ai rappresentanti di Montrak. Questa è la prima volta che il vampiro si inoltra negli intricati labirinti verdi della foresta. Nonostante egli sappia che non vi è nulla da temere, la solennità dei colori, dei rumori, della varietà delle specie presenti gli fanno battere i cuore in gola. In nessun luogo la natura si mostra a tal punto prospera e vitale, ogni cosa si muove in un equilibrio perfetto.

Secondo le consuetudini di Montrak il guerriero avrebbe dovuto incamminarsi solo e disarmato seguendo l'ampliarsi un particolare parassita: il libefoglio; questo muschio lo avrebbe guidato ad un lago dalle acque scure dove un druido si sarebbe fatto trovare. Così hanno fatto prima di lui centinaia di re e generali per secoli e secoli.

Era là, una vaga forma tra gli alberi, una veste candida che si avvicinava quasi incorporea alternandosi ai bagliori del sole tra i rami delle querce. Sisal. Dall'altra sponda si posò sull'acque camminando leggero come una piuma su delle ninfee bianche.

Aran - Quasi sussultando - "Salve, protettore degli alberi, sono qui per annunciare una decisione presa da Uomini Liberi secondo le leggi."

Sisal - A bassa voce - "Il mio nome è Sisal ma tu non mi devi tutto questo rispetto, come io non ne devo a te fino a quando non ci saremo conosciuti davvero."

Aran - "Io... è la prima volta che entro in questo sacro luogo e non è un favore concesso a molti... non so cosa... noi, abbiamo preso accordi con il regno di Sollus e ho con me tutte le carte se lo desideri posso mostrartele..."

Sisal - Con tono seccato - "Non perdere tempo, ho già ascoltato le parole scritte mentre le pergamene sfioravano le fronde di questi alberi. Tu sei qui per un altro motivo. Mi sarai amico in un'impresa più grande di noi?"

Aran - Chinando il capo - "Sono qui per servirti."

Sisal - "Stanotte ho avuto modo di parlare ad un mio confidente di alcune visioni che ho avuto e... avvicinati, voglio che tu ti immerga in queste acque."

Aran - Pensando - "La mia famiglia fin da bambino mi ha insegnato che i druidi proteggono le nostre terre e sono esseri degni di devozione ma... queste sono acque torbide e mi è sempre stato raccontato di non immergervi nemmeno una mano..."

Sisal - "Che aspetti Aran? Devi purificarti prima di conoscere la visione... immergiti, il tempo che ci rimane è poco."

Aran - "Sono desolato, rimarrò dove sono, non voglio mancarti di rispetto ma non vedo motivo di immergermi in acque oscure."

Sisal - "Sei cosciente che disobbedire ad un druido può essere fatale? A tal punto temi queste acque?"

Aran - Arrogantemente - "Temo solo ciò che non ha senso fare. Cos'è una specie di prova?"

Sisal - Con sorriso soddisfatto - "No, no... fa come preferisci, ogni scelta ha una sua conseguenza e tu ne hai appena innescata una."

Aran - Quasi innervosito - "Cosa devi dirmi?"

Sisal - "Stanotte mi sono svegliato di soprassalto e quando ho aperto gli occhi ho visto una piccola luce verde di fronte a me. D'un tratto ho provato forti dolori al collo, spasmi allo stomaco, ho perso l'equilibrio ma la mia percezione si è di colpo ampliata, di fronte a me si è composta una vorticosa sequenza di immagini..."

Aran - "Ti ascolto."

Sisal - "In principio ci fu dolore, come se una spada mi avesse trafitto il cuore. Nella visione c'era un ragazzo con un dito monco. Prendeva per mano una bambina che cresceva, tornava bambina e si tramutava in pietra urlando di continuo. Un attimo dopo quello stesso ragazzo correva verso un'altissima torre ricoperta di cadaveri lacerati dai corvi. Il dolore ha poi iniziato a fluire al contrario come se qualcuno stesse estraendo la lama che mi aveva trafitto. C'erano migliaia di suoni contemporaneamente. In quel momento sentii che tu saresti venuto qui e che presto avresti incontrato quel ragazzo. Accadrà ad Almuth, si dimostrerà il peggiore di tutto il suo gruppo, incapace di trovare un equilibrio costante tra se stesso e la sua spada, scoordinato nell'alternare l'affondo alla parata. Devi salvarlo, in caso di scontro sarebbe carne da macello. Devi salvarlo. A tutti i costi. Lui è un essere speciale..."

Aran - "Come potrò riconoscerlo? Un dito monco non basterà a..."

Sisal - "Quando ti troverai di fronte a lui tu saprai. Se guarderai con gli occhi dello spirito non avrai dubbi. Forze molto grandi si stanno muovendo perchè il Regno di Sollus non cada sotto i colpi del Regno Nero."

Aran - "Non capisco, Sollus non è così in grave difficoltà... La visione che cosa ti ha mostrato?"

Sisal - "Non posso parlarne, ti ho già fatto partecipe di verità che avrei preferito chiudere nel consiglio dei druidi. Ne ho condiviso una parte con te solo perchè tu possa alterare il destino che preme sopra i nostri capi."

Aran - "E come posso, sono solo..."

Sisal - "Fa come ti ho detto, trovalo e addestralo personalmente fino a fargli sputare sangue."

Aran - "A che scopo? Non farò nulla di tutto questo se non mi spieghi perchè!"

Sisal - "Se Sollus cadrà il Regno Nero avrà via libera per espandersi a nord sulle nostre terre. Calpesterà i nostri villaggi, brucerà e ucciderà... Donne, bambini... Come è successo alla tua famiglia."

Aran - Stupito - "Come lo sai? A tanto arrivano i tuoi poteri?"

Sisal - "No... ma sappi che posso capire appieno il dolore che porti dentro te. Voglio che tu prosegua il tuo cammino senza raccontare a nessuno, amico o nemico, ciò che hai appreso oggi. E ora va."

Detto questo il druido china il capo e scompare come un'illusione, un'allucinazione che si dissolve al termine della pulsione irrazionale.

Aran - Agitato - "Aspetta! Cosa sai della mia famiglia? Aspetta..."

Confuso e pieno di dubbi Aran scaglia una pietra nel lago nero e, voltatosi, ripercorre il sentiero del libefoglio.

CONTINUA...

 

 
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