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Articoli Come se per un incidente fosse caduto il sipario
Racconto breve, 1988




Come se per un incidente fosse caduto il sipario





 Come se per un incidente fosse caduto il sipario

Quando il campanello suonò, avrebbe voluto non perdere quella concentrazione. Premette ancora un ultimo tasto della macchina da scrivere ed andò ad aprire. Il telegramma diceva che era morto. Non si davano altre spiegazioni: il rimpatrio sarebbe avvenuto martedì. Richiuse la porta dietro di sé. Si era allontanato per poco. Si era allontanato per sempre. Piegò il foglio, lo appoggiò sul ripiano dell'armadio e continuò come prima a compilare i modulari che aveva sul tavolo. Poi avrebbe riempito gli altri fogli contabili e sarebbe uscita per andare in banca e nei vari uffici. Aveva l'elenco delle priorità ancora intatto. Domande. Doveva telefonare? A chi? Con chi doveva parlarne? Con nessuno (solo nei giorni successivi chiamò Anna, Nives e Giorgio). Gli altri lutti della sua casa l'avevano sconvolta, aveva pianto, aveva gridato ma senza fare rumore. Quasi che se, almeno dentro di sé, avesse gridato molto forte, qualcuno sarebbe venuto e avrebbe detto: non è vero (persistenza di un'ingenuità incredula di chi il dolore non ha ancora toccato).


Ma adesso no. Adesso le era stato chiesto molto, forse tutto. E non era la fine che si delineava davanti ai suoi occhi. Sentiva nascere, prepotente, dentro di sé, una grande chiarezza. Adesso sapeva, con esatta precisione, dove stava andando: non poteva sbagliare. D'un tratto tutto si era ribaltato. Non aveva più dubbi amletici o angosce esistenziali. Era come se, per un incidente, fosse caduto il sipario. Adesso era dritto e chiaro il suo punto di arrivo. Era già oltre ma non voleva avvicinarlo. Voleva seguire il corso delle cose fino in fondo, poiché è necessario compiere tutto il rito dell'esistenza per conoscere, tastando con le proprie dita, la forma, la pienezza, la rugosità, infine qualcosa dei confini di quella grossa entità che ci sta davanti, che ci attrae senza posa, fa domande e chiede risposte: urge, ci incontra e scontra. E' il visto e il non visto. La totalità del reale.

 

Scritto da:
Giancarla Vietti


 
 









 
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