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Love Come non sembrare un amico/a
Quali comportamenti identificano un amico e quali un "amante"


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Talvolta la differenza tra amore e amicizia Ŕ quasi impercettibile; in particolar modo questa distinzione risulta sfumata quando si Ŕ in presenza di persone che non si conoscono bene o che non hanno mai pensato all'altro/a in termini "amorosi". In tali situazioni cadere nell'errore di passare per amici piuttosto che possibili amatori/fidanzati Ŕ molto facile, soprattutto per persone che per timidezza e/o insicurezza tendono ad essere troppo accomodanti, ben disposte e/o troppo autoironici.

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In questa trattazione cercheremo di approfondire l'argomento distinguendo quali comportamenti identificano un amico e quali un/una papabile compagno/a. I seguenti punti vengono nella stragrande maggioranza dei casi riconosciuti (inconsciamente o persino consciamente) comportamenti da amico/a:

  • Fingere di apprezzare anche le battute o gli argomenti che non fanno affatto ridere o sono poco interessanti per pura compiacenza.
  • Parlare solo di argomenti divertenti, autoironici o interessanti ma fuori tema per quanto concerne romanticismo e/o passione.
  • Parlare troppo o troppo poco, fare troppe domande, farsi interrompere e/o ascoltare troppo senza eclatanti interventi.
  • In generale dimostrarsi eccessivamente gentili, adulatori, "speculari", dolci o addirittura sottomessi, risultare insomma stucchevoli.
  • Dimostrare la falsa umiltÓ che nasconde quel pietismo fatto di autoesaltazione (tipica di chi non si mette davvero in gioco).
  • Spiegare tutto, farsi spiegare tutto (per capire e farsi capire a fondo) o peggio giocarsi argomenti di qualitÓ in due parole.

PerchŔ tutto questo Ŕ errato? PerchŔ il fascino della conquista Ŕ tanto pi¨ grande tanto pi¨ il suo raggiungimento Ŕ complesso, nessuno lotta difatti per qualcosa che Ŕ giÓ prostrato ai propri piedi. A questo proposito andiamo ad elencare adesso i tipici comportamenti da amante (un po' accentuati):

  • Ridere/apprezzare ma solo le battute e i discorsi che lo meritano e lasciarsi andare a qualche frecciatina (senza esagerare).
  • Fare pochi complimenti verbali e usare piuttosto il potente linguaggio del corpo (gesti, carezze, sguardi, ecc.) senza mai scadere in volgaritÓ.
  • Dire brevi cose interessanti, fare poche domande, non farsi interrompere e cambiare discorso di propria iniziativa (prima che il precedente si sia esaurito).
  • Prendere decisioni, spiazzare, prendere dolcemente in giro, "imporre" (con la dovuta gentilezza) e far credere di non dare importanza al/alla partner.
  • Sostenere anche qualche (non troppe e non insistentemente) tesi in aperto contrasto con il/la partner senza preoccuparsi della sua reazione.
  • Lasciare alle informazioni che si dÓ una parte non esplicitata, celata e misteriosa (alla quale il/la partner penserÓ in nostra assenza).

Sembra semplice seguire questi consigli ma quando il cuore batte e la paura di sbagliare sale alle stelle controllarsi Ŕ ostico, non Ŕ tuttavia il caso di disperarsi: convinciamoci che ogni atteggiamento troppo accomodante equivale ad uno schiaffo in pieno viso a chi ci sta davanti. Concludiamo dicendo che queste piccole attenzioni vanno seguite solo se ci si sente in una posizione "sfavorevole" nei confronti del/della partner, se invece lo/la abbiamo giÓ "in pugno" la cosa migliore Ŕ comportarsi in modo pi¨ che naturale.
 

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