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Love Genitori e bugie
 Mentire: una costante e dannosa educazione passiva


Crescere in un ambiente caratterizzato da persone che tendono a dimostrare determinati atteggiamenti comporta che questi vengano assorbiti dalla persona in questione in una data percentuale. Questo, in età adolescenziale, vale per i comportamenti positivi e (sfortunatamente) soprattutto per quelli scorretti; uno di questi è appunto il mentire, pronunciare ovvero il falso ed essere colti in flagrante. Al di là di un discorso etico/morale la bugia viene difatti recepita come insegnamento (passivo e quindi molto più sentito) solamente nel caso in cui si venga appunto scoperti ad aver alterato una verità in proprio possesso. Il danno di una vita costellata di piccole bugie giornaliere (innocenti e non) consta di due aspetti particolarmente negativi:

  • Perdita della fiducia - Il primo aspetto da tenere in considerazione è la sempre più dilagante minaccia di perdere fiducia e credibilità inducendo il figlio/a in età adolescenziale a chiudersi (ad affrontare i problemi senza condividerne possibili soluzioni e a non sfogarsi raccontandoli).
     
  • Trasformazione del carattere - Mentire è una soluzione facile, se il genitore attinge a questa risorsa anche il figlio/a è molto probabile che faccia altrettanto. In tal modo oltre ad una perdita di fiducia si aggiunge una marcata tendenza a nascondere o mistificare la realtà.

D'altro canto forse è raro che un adolescente arrivi ad ammettere che sono proprio i suoi genitori i suoi veri punti di riferimento ma è proprio così: in ogni ragazzo/a si nasconde segretamente il desiderio di emulare uno dei propri genitori (o determinate caratteristiche dell'uno e dell'altro). Il problema è che uno spirito ribelle come quello tipico di quella fascia di età non si lascia guidare dalle parole ma dai fatti; in questo si evidenzia appunto il concetto di educazione passiva: il soggetto vuole diventare come sono i genitori e non come dicono si dovrebbe essere. Se si vuole che il proprio figlio/a dica la verità occorre dimostrare con il proprio comportamento che la norma è essere sinceri; tanto più ci si avvicina all'irraggiungibile completa sincerità tanto più si guadagnerà di fiducia, di credibilità e ultimo ma non meno importante si aiuterà con l'esempio a forgiare un carattere non incline alla menzogna. Infine, è banale dirlo, perchè questa "teoria educativa" sortisca gli effetti sperati deve essere praticata, in un crescendo costante, fin dalla prima adolescenza. Non si parla di perfezione ma di tendenza alla sincerità.
 

Scritto da:
aFiGoZ


 
 









 
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