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Scritto da: ILPADRINO | Discuti sul FORUM
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Il cinema muto in Italia
Cenni e notizie storiche

La prima proiezione in Italia è datata 1896, ma non costituiva ancora niente di ciò che invece stava per svilupparsi nei primi anni del '900. Perlopiù si trattavano fatti di cronaca o documentari realizzati da singoli uomini intraprendenti.

Bisognò aspettare il 1903 perché la cinematografia non rappresentasse più un fenomeno mediatico di strada. Piccoli imprenditori iniziarono a prendere in considerazione l'idea di poter costituirne delle aziende.

Fu così che fin dagli albori l'Italia poteva vantare già un'industria cinematografica fiorente. Ciò che ne fece la fortuna furono i Kolossal storici, che rievocavano con scenografie imponenti gli episodi dell'antica Roma imperiale.

Quo Vadis? di Enrico Guazzoni (1913), Marcantonio e Cleopatra (1913) e Cabiria di Giovanni Pastrone (1914)sono sicuramente tra i più celebri film che al tempo del muto venivano riprodotti. In particolare vi era un uso enorme di comparse per rendere l'idea del"maestoso". Non a caso le stesse pellicole italiane sono state lo spunto per molti altri film di casa Hollywoodiana, data anche la grande popolarità che ottenevano oltreoceano.

I lungometraggi dai grandi nomi erano spesso quelli prodotti dalla casa Cines, che al tempo era la preponderante (poteva difatti permettersi di impiegare grandi capitali per le riprese).

Negli anni '10 in Italia stava anche prendendo forma il cosiddetto "Divismo", grazie ai volti sempre più noti di Francesca Bertini e Lyda Borelli; il ruolo femminile otteneva sempre più più effetto sul pubblico cinematografico con il passare degli anni.

Non mancò molto che il cinema iniziò a legarsi anche alle altre arti, tra cui la poesia; furono infatti molti i poeti che scrivevano sceneggiature (come fece Gabriele d'Annunzio per il melodramma di Cabiria). In quei tempi le pellicole italiane aiutarono anche a formare un certo patriottismo, nell'avvicinarsi dei tempi bui della Grande Guerra, e in seguito anche il pensiero fascista.

Quest'affascinante periodo di fioritura della recente arte non si mantenne però stabile durante il primo dopoguerra. La crisi danneggiò in particolare le piccole case che fallivano poco dopo la nascita, e l'arrivo del fascismo non ne migliorò le cose. Probabilmente fu grazie anche a questo periodo di smarrimento che risaltarono maggiormente opere prima meno considerate, come le pellicole a sfondo napoletano di Elvira Notari, che ritraevano i drammi e le passioni della tradizione partenopea.

Contemporaneamente molti romanzi classici e drammi teatrali vennero portati allo schermo da nomi importante come Vincenzo Leone e Giulio Antamoro, che fecero la fortuna del cinema muto anni 20'. Di evento significativo seguirà la nascita di Cinecittà che con l'arrivo del sonoro segnerà il monopolio sulla cinematografia italiana del tempo.

 


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