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- La Grande Guerra: la fine della guerra e le paci -
 
APPUNTI DI STORIA
Fine della guerra, paci e riflessioni conclusive sulla Prima Guerra Mondiale.


Fotografia del generale Armando Diaz
 


LA FINE DELLA GUERRA

Dopo Caporetto ci fu un cambio ai vertici dell'esercito italiano, si passò dal generale Cadorna al generale Armando Diaz. Il governo che si formò fu di unità nazionale, sostenuto da tutti i partiti politici italiani, guidato da Vittorio Emanuele Orlando, che aveva come obiettivo primario quello di risollevare il morale delle truppe; per fare questo migliorò il rancio dei soldati, concedette licenze regolari ed evitò gli inutili attacchi frontali in massa (tecnica di battaglia sostenuta da Cadorna e combattuta da Diaz). Si voleva far capire ai soldati che si volevano risparmiare uomini. Il governo si impegnò con una serie di promesse che poi non furono mantenute:i soldati-contadini che avrebbero ottenuto le terre conquistate, mentre i soldati di estrazione operaia sarebbero diventati soci delle imprese. Mussolini disse che bisognava toccare la corda dei sentimenti e degli interessi.
Come già detto, una volta finita la guerra le promesse furono disattese. A questo punto, tra il 1919 e il 1920, si ebbero per reazione numerose occupazioni armate di fabbriche e terre. La situazione scatenò paura nella borghesia italiana che di lì a poco avrebbe iniziato a sostenere il fascismo nella sua ascesa al potere.
Tra maggio e luglio del 1918 i tedeschi scatenarono le ultime offensive sul fronte occidentale ma non riuscirono a sfondare, erano ormai giunti gli americani, iniziarono così a ritirarsi pian piano da Francia e Belgio.
Gli austriaci crollarono prima, infatti nell'ottobre del 1918 (un anno dopo Caporetto), l'esercito italiano sferrò l'ultimo assalto e vinsero la grande battaglia di Vittorio Veneto.
Il 4 novembre l'Austria chiese l'armistizio. L'11 di novembre il kaiser abdicava e fuggiva in Olanda: si arrendeva anche la Germania, la guerra era finita.

LE PACI

La conferenza della pace si tenne a Parigi e durò quasi un anno: gennaio 1919-gennaio 1920. Le decisioni furono prese dal cosiddetto Consiglio dei quattro, ovvero dalle delegazioni dei quattro paesi che avevano vinto la guerra: quella USA, inglese, francese e italiana.
Questa conferenza produsse cinque trattati di pace, ma furono dei veri e propri diktat, imposizioni durissime che non tennero in alcun conto le esigenze dei vinti, infatti i rappresentanti dei paesi sconfitti vennero solo chiamati a firmare. Non solo: i trattati furono umilianti. Lo storico inglese Alan Taylor ha visto in questi trattati l'origine della seconda guerra mondiale (in Le origini della seconda guerra mondiale); l'umiliazione scatenò nella Germania la volontà di rivincita, un atteggiamento revanchista di cui Hitler si fece portatore.

Il trattato di Versailles con la Germania: fu una pace cartaginese, durissima.

  • La Germania perse tutte le colonie, che furono spartite tra inglesi, francesi e giapponesi. La Francia ebbe l'Alsazia e la Lorena.
  • L'esercito tedesco fu limitato a 100'000 unità.
  • La Renaniana, area ai confini con la Francia, doveva essere smilitarizzata.
  • La Prussia Orientale fu separata dal resto della nazione attraverso il cosiddetto corridoio di Danzica che fu dato alla Polonia per offrirle uno sbocco sul mare. Hitler in seguito invaderà la Polonia per ottenere il corridoio, fatto che porterà allo scoppiò la seconda guerra mondiale.
  • La Germania fu riconosciuta come la responsabile prima della Grande Guerra e fu tenuta a pagare le riparazioni di guerra, ovvero 132'000'000'000 di marchi in oro: l'economia tedesca fu strozzata.

Il trattato di Saint Germain con l'Austria prevedeva invece la fine dell'impero austro-ungarico: l'Austria fu ridotta alle dimensioni attuali (circa 6'000'000 di abitanti). Ciò che rimaneva fu diviso in vari stati: la Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Cecoslovacchia, la Repubblica di Polonia e il regno di Jugoslavia (con grande ira degli italiani).

LE CONQUISTE ITALIANE

La delegazione italiana era guidata da Orlando, la quale ad un tratto si ritirò irritata perché sembrava non poter ottenere ciò che era stato promesso a Londra. In seguito rientrò per firmare. Ottenne Trento, Trieste e l'Istria ma non ottenne le coste dalmate perché erano confluite in Dalmazia e neanche il protettorato sull'Albania che nel 1920 divenne indipendente. Inoltre gli italiani richiesero la città di Fiume, non compresa nel patto segreto di Londra, ma che essendo a stragrande maggioranza italiana veniva reclamata secondo il principio di Wilson dell'autodeterminazione dei popoli.
In Italia D'Annunzio cominciò ad insistere sul tema della vittoria mutilata: l'Italia aveva avuto 650'000 morti ma non una giusta ricompensa. Negli anni successivi i fascisti avrebbero raccolto questo malcontento per giustificare la loro politica aggressiva.

IL TRATTATO DI SEVRES CON LA TURCHIA

A Sevres morì l'impero ottomano, anche qui si vide il desiderio di anglo-francesi di conquistare tutto. La Turchia fu ridotta alle dimensioni attuali (l'Anatolia) mentre l'impero fu spartito tra inglesi e francesi. Questi ultimi ottennero la Siria e il Libano, mentre l'Inghilterra guadagnò la Palestina e la Mesopotamia (Iraq e parte dell'Iran). Francesi e inglesi ebbero un mandato su queste zone: si affida l'amministrazione di un territorio la cui popolazione è giudicata non ancora matura sotto il profilo democratico e liberale ad una potenza, la quale dovrà ritirarsi, ma solo quando a suo giudizio la situazione sarà stabile.
In Palestina gli inglesi crearono un problema enorme: durante la guerra gli inglesi avevano spronato gli arabi ad insorgere contro i turchi (entrambi musulmani). Essi avevano inoltre promesso in cambio agli arabi che alla fine della guerra avrebbero potuto costruire i loro stati ma al contempo il governo inglese fece pressioni sulla ricca comunità ebraica degli USA affinché spingessero il governo americano ad entrare in guerra, in cambio promisero che tutti gli ebrei avrebbero avuto una Jewish Home (Dichiarazione di Balfour, 1917 si crea un focolare ebraico) in Palestina.

CONCLUSIONI

La paura della diffusione del bolscevismo sicuramente pesò sulla conferenza di Parigi, infatti ivi fu deciso di costituire un cordone sanitario sui confini russi così da bloccare il virus bolscevico. Furono costruiti una serie di stati sovrani guidati da governi ferocemente anti-comunisti. Tra questi: gli stati baltici (Lituani, Lettonia e Estonia), la Finlandia e la Polonia.
Con queste paci morirono quattro imperi: l'impero federale tedesco guglielmino (il reich), l'impero austro-ungarico, l'impero zarista e l'impero turco ottomano.

 

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