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- Stalin: presa del potere e politiche economico-sociali -
 
APPUNTI DI STORIA
La presa del potere di Stalin e l'Unione Sovietica sotto lo stalinismo.


Immagine appunti
 


STALIN E TROTZKI

Morto Lenin nel 1924 ai vertici del partito comunista si scatenò la lotta per la successione al potere, ma le due figure principali furono: Stalin, segretario del PCUS e Trotzki, capo dell'Armata Rossa. Lo scontro tra i due riguardò principalmente la politica estera: Trotzki era sostenitore della tesi della rivoluzione permanente, ovvero intendeva, nonostante i fallimenti in Europa, continuare a sostenere le spinte rivoluzionarie ovunque possibile, per questo permanenti. Stalin, assai più realista sostenne invece la tesi del socialismo in un solo paese: riteneva cioè che l'Unione Sovietica fosse troppo debole per esportare la rivoluzione; questi tentativi avrebbero portato ad una sorta crociata anti-comunista internazionale. Per Stalin bisognava quindi limitarsi per il momento a consolidare il socialismo in Unione Sovietica e rimandare a poi l'espansione comunista in Europa e nel mondo.
Lo scontro tra i due si concluse nel 1928, con la vittoria di Stalin mentre Trotzki, l'anno successivo, sarà costretto all'esilio. Nel 1940 i sicari di Stalin lo uccideranno a Città del Messico, con un colpo di piccozza in testa. Ha qui inizio lo stalinismo.

LA POLITICA ECONOMICA

Lo stalinismo fu indubbiamente un regime totalitario modernizzatore, che cercò di industrializzare in tempi rapidissimi l'Unione Sovietica, paese allora ancora semi-agricolo. Questa modernizzazione forzata produsse però milioni di vittime, dai 10 ai 25 milioni. Il vodz, Stalin, il capo, istituì una commissione statale, detta Gosplan, con il compito di redigere dei piani quinquennali, che dovevano regolare in maniera capillare lo sviluppo economico del paese. Venne abolita la NEP, la Nuova Politica Economica, e fu introdotta la politica della pianificazione economica: tutto tornò ad essere in mano allo Stato. Fu così del tutto cancellata la proprietà privata in ogni sua forma.
Il primo piano quinquennale fu del 1929. L'industrializzazione forzata si accompagnò alla collettivizzazione delle campagne. Cominciò così la lotta contro i kulaki, la dekulakizzazione: circa 3 milioni di contadini russi vennero uccisi. Veniva considerato kulako, e quindi nemico di classe, anche un contadino con un fazzoletto di terra. I metodi erano grezzi: si caricavano sui treni queste famiglie e le si rilasciava in Siberia senza nulla. Solgenizzi racconta che, poiché il piombo scarseggiava sparargli sarebbe stato anti-economico, si prendeva perciò le vittime, le si caricava su un barcone e lo si faceva affondare.
In Ucraina vi fu una terrificante carestia che produsse circa 6 milioni di morti, ma fu una carestia indotta dall'alto, voluta dal partito per piegare la volontà indipendentista ucraina. Per creare questa situazione, il PCUS chiese quote di grano sempre maggiori fino a privare i contadini delle sementi. Mentre le persone morivano di fame, il governo vendeva le eccedenze agricole all'estero per acquistare i macchinari necessari all'industrializzazione. Come ha ricordato Alan Bullock in Hitler e Stalin. Vite parellele, in Unione Sovietica si scatenò la più grande guerra contro i contadini mai realizzata.
Verso la metà degli anni Trenta (dopo varie rivolte contadine) tutta la terra sovietica era stata collettivizzata e organizzata in grandi aziende agricole. Queste proprietà furono suddivise in kolchoz e sovchoz, i primi erano aziende agricole collettive gestite da una comunità contadina, mentre i sovchoz erano sotto la direzione di funzionari statali.

LA POLITICA SOCIALE

Nonostante le atrocità commesse da Stalin, come in ogni regime totalitario, la ricerca del consenso delle masse ebbe un ruolo di primo piano. Effettivamente prima della Seconda Guerra mondiale si erano compiuti grandi progressi in campo medico e scolastico: pare che nel 1939 tutta la popolazione sovietica sotto i 50 anni fosse ormai alfabetizzata. Ma soprattutto vi furono milioni di persone che aderirono sinceramente al regime, imputando le iniquità alle quali assistevano ai funzionari locali del partito. "Ah, se il piccolo padre lo sapesse", si diceva. Inoltre Stalin controllando gli strumenti di comunicazioni di massa (come il cinema) riuscì ad organizzare un vero e proprio culto della persona del vodz. Amava farsi riprendere con fiori e bambini, non voleva stare vicino a persone più alte e preferiva inquadrature dal basso all'alto.
Si sviluppò poi il fenomeno dello stakanovismo: l'assoluta dedizione alla causa comunista tramite il lavoro, vi era una vera e propria competizione a chi era in grado di lavorare meglio e più a lungo. Stakanov era un minatore che si diceva potesse estrarre tonnellate di carbone senza mai interrompere. Tutte queste persone non erano costrette a comportarsi in questo modo, ma vi fu una sincera adesione, un consenso attivo.
Grazie e all'uso del terrore, della propaganda e al consenso indubbiamente l'URSS divenne una grande potenza industriale. Nel 1941, poco prima che Hitler la attaccasse, l'Unione Sovietica era ai primissimi posti su scala mondiale nella lavorazione dell'acciaio e del petrolio.

 

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